Caso Sarti e legittima difesa: tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare (per M5S e Lega)

giovedì 28 febbraio 10:21 - di Ignazio La Russa

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare per il M5S. L’onesta onestà gridata dai grillini si scontra fragorosamente con le dimissioni della deputata Giulia Sarti, presidente della Commissione Giustizia dopo che la Procura di Rimini ha considerato innocente l’ex fidanzato Bogdan Andrea Tibusche, denunciato un anno fa dalla Sarti per appropriazione indebita. La deputata Sarti infatti, per scagionarsi dei mancati versamenti dei contributi al suo partito, aveva accusato falsamente il fidanzato di avere, a sua insaputa, intascato i soldi destinati ai 5 Stelle. Questioni di onestà.

Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare anche per la Lega che si è sbracciata a trasformare in una sua esclusiva bandiera, la legittima difesa voluta in primis da Fratelli d’Italia con una proposta di legge presentata a mia firma già nella scorsa legislatura. Oggi, invece, i leghisti chinano la testa davanti ai 5 Stelle e accettano un rinvio sine die dopo che il testo era già stato ridimensionato nel primo voto al Senato. L’opposizione patriottica di Fratelli d’ Italia di fronte a questi fatti, deve necessariamente indurirsi proprio per rispetto degli italiani e a maggior ragione, degli elettori di destra che guardano allibiti i baratti Salvini/Di Maio.

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