Buche a Roma e Ama: la Corte dei Conti vuole vederci chiaro e apre un’inchiesta

giovedì 28 febbraio 15:18 - di Fortunata Cerri

Arriva a Roma l’inchiesta su Ama e strade colabrodo. La procura della Corte dei Conti del Lazio ha aperto, infatti, un fascicolo sul rischio di fallimento che può subire l’Ama. Non solo. «Attualmente in istruttoria c’è un altro procedimento relativo ai ritardi e alle presunte omissioni nella gestione delle gare per la manutenzione del manto stradale del Comune di Roma». Ad annunciarlo è il procuratore regionale per il Lazio della Corte dei Conti, Andrea Lupi, nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2019.

Buche a Roma, l’inchiesta della Corte dei Conti

E sempre con riferimento al Comune di Roma «si segnala un giudizio che ha per protagonisti tutti (ben 17) i direttori dei lavori per la manutenzione del manto stradale delle strade del Comune di Roma colpevoli di aver accettato tangenti per eludere i controlli di competenza. Nella specie – ha proseguito Lupi – l’imprenditore ha ammesso il pagamento in una misura del 4% del valore degli appalti e il ricarico del costo della tangente sui lavori in termini di minore qualità e quantità degli stessi».

 I consumatori: «Ora i risarcimenti»

Soddisfatti i consumatori. «Ottima notizia! – dice Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – È inaccettabile che le strade di Roma siano un colabrodo. Ora, però, il Comune deve risarcire gli automobilisti che subiscono danni. È intollerabile che, nonostante siano assicurati, resistano per scoraggiare i consumatori nelle loro giuste pretese, costringendoli a fare causa per avere un risarcimento».

 

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