Black list Ue su 23 paesi «ad alto rischio» per riciclaggio e finanziamento del terrorismo

mercoledì 13 febbraio 16:42 - di Roberto Frulli
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Ci sono l’Arabia Saudita, la Nigeria e la Tunisia, ma anche territori Usa come Porto Rico, le Samoa Americane, le Isole Vergini e l’isola di Guam: sono 23 i paesi extraeuropei inseriti dalla Comunità Europea in una sorta di black list in quanto considerati a rischio per favorire il riciclaggio di denaro di provenienza illecita e il finanziamento del terrorismo.

Con alcuni di questi 23 Paesi, tutti extra Ue, quali l’Italia e altri Paesi della Comunità Europea hanno in essere importanti rapporti economici. Ma la Commissione Europea lancia l’allarme ritenendo che questi 23 Paesi abbiano «carenze strategiche» nei rispettivi ordinamenti per quel che riguarda le norme antiriciclaggio e il contrasto al finanziamento del terrorismo.

L’esecutivo comunitario ha stilato una nuova lista che comprende 23 Paesi considerati a rischio: le banche e gli altri soggetti tenuti a rispettare le norme Ue antiriciclaggio dovranno fare maggiori controlli, le cosiddette due diligence, sulle operazioni finanziarie che riguardano i clienti e le istituzioni finanziarie con sede in questi Paesi “ad alto rischio”, al fine di identificare i flussi di denaro sospetti.
La nuova lista è stilata in base a metodologie più severe rispetto al passato, in base alla direttiva antiriciclaggio in vigore dal luglio 2018.

La black list dei 23 Paesi a rischio riciclaggio e finanziamento del terrorismo verrà ora sottoposta all’approvazione di Consiglio e Parlamento Europeo – cosa che deve avvenire entro un mese, con una possibile proroga di un altro mese – e, una volta approvato, il regolamento entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue.

I 23 Paesi considerati a rischio sono Afghanistan, Samoa Americane, Bahamas, il Botswana, Corea del Nord, Etiopia, Ghana, Guam, Iran, Iraq, Libia, Nigeria, Pakistan, Panama, Porto Rico, Samoa, Arabia Saudita, Sri Lanka, Siria, Trinidad e Tobago, Tunisia, Isole Vergini Usa, Yemen.

Di questi 23 Paesi solo 12 sono già inclusi nella lista della Fatf, la Financial Action Task Force, l’ organizzazione intergovernativa creata nel 1989 per lottare contro il riciclaggio, ma altri 11 non lo sono, come ad esempio l’Arabia Saudita, la Nigeria e Panama.
Alcuni di questi Paesi erano già nella vecchia lista Ue dei Paesi considerati a rischio, adottata nel 2016 e poi ripetutamente emendata, come l’Afghanistan, l’Iraq, la Siria, lo Yemen, l’Iran, la Corea del Nord, la Tunisia, l’Etiopia, il Pakistan, Trinidad e Tobago e lo Sri Lanka, mentre altri sono delle new entry.

La Commissione propone anche di rimuovere dalla lista dei Paesi a rischio alcune giurisdizioni, come la Bosnia-Erzegovina, la Guyana, il Laos, l’Uganda e Vanuatu.
Per la commissaria europea alla Giustizia, la cecoslovacca Vera Jourova, l’Ue ha fissato «gli standard antiriciclaggio più robusti del mondo, ma dobbiamo assicurarci che il denaro sporco che arriva da altri Paesi non riesca ad infiltrarsi nel nostro sistema finanziario. Il denaro sporco è la linfa vitale del crimine organizzato e del terrorismo: invito i Paesi che sono nella lista a porre rimedio rapidamente alle loro carenze. La Commissione è pronta a lavorare a stretto contatto con loro per affrontare questi problemi, nell’interesse di entrambe le parti».

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