Bisio: «Sui social mi chiamano “sporco comunista”. Mai più a Sanremo, lo giuro»

lunedì 25 febbraio 9:57 - di Roberto Mariotti

Sui social lo offendono, gli dicono di tutto. Gli danno dello sporco comunista. Sul palco si è sentito imbalsamato. Viale Mazzini l’ha deluso. «Non parlerei di pressioni o censura, ma proprio di clima Rai: pesante, faticoso. Dietro le quinte c’era timore per ogni cosa». Così Claudio Bisio in un’intervista a la Repubblica, a due settimane dalla fine della kermesse, parla della sua esperienza al Festival di Sanremo che, assicura, non rifarà: «No, l’ho promesso a mia moglie», risponde alla domanda precisa se tornerà all’Ariston. E aggiunge: «Ho scoperto che non si può essere di lotta e di governo. Fare lo spacca tutto e poi annunciare ecco a voi la canzone…».

Bisio: quando a Sanremo ho detto “lega”…

«Ho tenuto fede al compito che mi era stato dato: presentare. L’altra mia unica volta a Sanremo, da ospite della finale, sette anni fa, ed eravamo pure sotto elezioni, fu più facile: arrivai con un monologo forte, duro, che partiva anticasta e finiva con un pugno nello stomaco verso noi italiani. Stavolta era tutto più complicato». E racconta: «Con Michelle Hunziker abbiamo fatto La lega dell’amore, un pezzo di un mio spettacolo di 25 anni fa, inserito poi in un disco con Elio e le storie Tese. Il ritornello è gioia fratellanza cuore amore mamma t’amo e nulla più… Beh, non sai i problemi. È stata sollevata perfino la par condicio, perché c’era “lega”. Io in Rai c’ero stato 25 anni fa con Cielito lindo, la Rai di Guglielmi, Frassa… È tutto cambiato, sospettoso. Certo, è cambiato anche il mondo, si è incattivito. Sui social mi dicono cose come sporco comunista». Sul fatto che Loredana Bertè da Fazio ha detto che il premio promesso nella finale se l’è tenuto Bisio, lui risponde: «Ma le pare? Il premio c’è, è un piatto, e ci stiamo organizzando per darglielo proprio da Fazio. E con quello spero proprio che Sanremo sia archiviato. Ho un mucchio di cose in testa».

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