Beppe Grillo, la nuova casta che rinfaccia 700mila euro agli abruzzesi

mercoledì 13 febbraio 13:50 - di Il cavaliere nero

“Ma come, vi abbiamo dato settecentomila euro e qualche ambulanza e manco ci date la regione?”. In ambulanza dovrebbero metterci lui, quello che tuona contro le caste e si comporta peggio di loro.

Roba da costituirsi per voto di scambio, ma Bonafede, ministro della giustizia, non profferirà verbo di fronte alla vergognosa sparata di Beppe Grillo, a cui deve la propria incredibile carriera da Guardasigilli.

Il comico approfitta dei suoi spettacoli – come accaduto ieri sera a Bologna – per richiamare gli abruzzesi a causa del clamoroso tonfo nelle elezioni che domenica hanno sancito la bellissima vittoria di Marco Marsilio. Non gli va giù la scoppola rimediata e allora spara a zero come i suoi peggiori sostenitori contro gli elettori abruzzesi.

Le affermazioni di Beppe Grillo sono davvero gravi. Se le avesse pronunciate un esponente politico di qualsiasi altro schieramento sarebbe state sentite le urla dei Cinque stelle; che stanno muti perché devono ancora assorbire la botta e non sia mai che il guru possa prendersela pure con loro. E qualche solerte procuratore della Repubblica avrebbe aperto l’immancabile fascicolo.

In pratica, secondo l’alato Grillo pensiero, si fa così e ora siamo tutti autorizzati ad immaginare che i soldi arrivati tempo fa all’Abruzzo via Cinque stelle siano stati una specie di merce in cambio del voto, una pratica che di solito porta in galera chi ne fa modalità di azione politica.

A Grillo e ai suoi pare che tutto possa essere invece permesso, e non è esattamente un insegnamento di alto valore etico.

Se vogliamo pare l’altra faccia delle famose analisi costi benefici: ti aiuto se mi voti. Ma a quanto pare non è stata la maniera giusta per far votare i suoi ed è un bene che sia stato così.

Magari ora se la prenderà con le colpe degli abruzzesi precedenti che non hanno “educato” i loro figli alla clientela…

Commenti

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  • Non Bouriki Ghale 13 febbraio 2019

    Innanzitutto chiedo scusa al popolo abruzzesi per la frase detta da Beppe Grillo . Chiedo anche a Grillo di chiedere scusa inchinando all’Abruzzo, grande popolo degni di rispetto per la sua trdizione e cultura . Beppe Grillo debe sapere che per colpa della mancanza di lavoro , gli abruzzesi si trovano ovunque imigrati nel mondo , quindi la loro cucina squisita la rappresenta bene onerevolmente .
    Chiedo all’Abruzzo di perdonare a Beppe Grillo solo perché è un artista comico . Da politico deve farsi perdonare facendosi presentare dai suoi Ministri subito progetti di sviluppo economico per l’Abruzzo , che soffre di sottosviluppo per colpa di tutti i politici .
    Dico a Grillo che dovrebbe farsi umilmente come il Presidente americano Trump , che per finanziare progetti di lavori per qualche milioni di americani si è rivolto all’Arabia Saudita , chiedendo 4.500 Miliardidi dollari. Cosi lo stesso fanno i Governi inglesi e francesi ecc.
    Da esperto avevo tempo fa invitato Grillo a fare una rappresentazione comica al Parlamento Libico in Tobruk , al fine proprio per stringere accordi di collaborazione economica con la Libia ricca , che porta benessere all’Italia .
    È ora che gli italiani scelgono e votano persone capace di governare .

    • Francesco Storace 13 febbraio 2019

      Grazie per quanto hai scritto

  • MICHELE RICCIARDI 13 febbraio 2019

    13 Febbraio 2019 — Sentite questa, è carina davvero! E se i leader dei partiti possono restare lì finchè godono del consenso di almeno il 60 % degli aderenti?! E’ la vera democrazia. I quali aderenti possono votare quando vogliono e anche singolarmente. Oddio, l’ idea è bella ma chi farebbe più il leader?! Io si. E’ così?

    • Francesco Storace 13 febbraio 2019

      Un po’ complicato, diciamo

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