Alla fine sarà Zingaretti a portarci alle politiche anticipate. Che vinceranno Matteo e Giorgia

martedì 19 febbraio 6:00 - di Francesco Storace

Ci toccherà ringraziare Nicola Zingaretti se l’Italia tornerà alle elezioni anticipate. La presa di posizione del prossimo segretario del Pd contro ogni ipotesi di ribaltone se il governo gialloverde dovesse entrare in crisi è stata netta e toglie ogni pretesto a chi vuole restare a galla ad ogni costo “perché sennò chissà che cosa succede”.

Certo, Nicola è un furbacchione e sta ben posizionato nel Guinness dei primati alla voce bugia. Ma stavolta ha un interesse suo da tutelare. E quindi può dire la verità.

La dichiarazione che ha reso domenica nel monologo Pd dalla Annunziata non va affatto sottovalutata. A tre settimane dalle primarie di marzo, significa assumere un impegno preciso davanti al suo popolo, per quanto striminzito possa essere nei numeri della partecipazione ai gazebo, non più come un tempo. E la botta inflitta a Renzi per via genitoriale non aiuta.

Ma tutto ha una logica: Zingaretti deve ricostruire la squadra per rifare il partito. Chi glielo fa fare di ribaltare tutto assieme a Di Battista e soci con gruppi parlamentari di cui non si fida, espressione del vecchio corso?

Paradossalmente, il nuovo Pd o come diavolo si chiamerà dopo il congresso, assumerà una posizione che potrebbe essere utile anche a Salvini. Il leader della Lega avrà un’arma in più nel braccio di ferro con i Cinque stelle che Zingaretti punta a logorare nella fiducia del loro corpo elettorale, rendendoli ininfluenti.

Cade l’alibi. Se c’è crisi, si va solo alle elezioni.

Passata la festa con la piattaforma Rousseau, Salvini può alzare la voce per Tav, legittima difesa, autonomia e tutte le cose in cui dice di credere: se non gliele danno si vota.

Da questa parte del campo, Fratelli d’Italia è in crescita costante. Giorgia Meloni prepari il consistente aumento di parlamentari che incassera’ con un programma netto.

Ragioni sul dramma del rapporto tra Stato e moneta unica, pretenda il blocco navale, si intesti la lotta spietata alla droga, rilanci il presidenzialismo anche per garantire unità nazionale di fronte al disegno autonomista. E proponga di portare l’Italia fuori dalla malagiustizia con la separazione delle carriere a cui non possono più esserci ostacoli. Poche parole d’ordine per grandi voti.

Quel che si vede senza bisogno del binocolo è che mai come ora le elezioni politiche anticipate possono essere vicinissime: e il Centrodestra cominci a ragionare su come disputare e vincere la partita con due solide gambe: la Lega e chi è pronto da tempo, come Fdi, ad un’alleanza senza le troppe ambiguità del recente passato. Rappresenterebbero assieme il fronte della sovranità nazionale.

E Forza Italia? Sta a Berlusconi tentare di recuperare smalto, ma la partita è segnata anche per lui se continuano gli ammiccamenti a sinistra modello Calenda. Pure il capo degli azzurri deve porsi il problema di una classe dirigente nuova per l’Italia più che per il suo partito sempre più malandato. 

Silvio potrà anche andare in Europa ma l’Italia ha bisogno di certezze per il futuro.

Chi può garantirle, se non prevarranno egoismi di parte, possono essere solo Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Se la Lega insiste a stare con i Cinque stelle rischia invece di farsi male. E pure il nostro popolo.

Commenti

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  • Giuseppe 19 febbraio 2019

    Secondo il mio punto di vista, il M5S dopo aver chiesto il consenso ai suoi militanti, se processare o meno Matteo Salvini, ha messo in evidenza una spaccatura all’interno del Movimento. A lungo andare credo, che questa diversità di pensiero, porterà ad un’eventuale scissione di questo Movimento. Se a causa di un qualsiasi disaccordo sui programmi da parte del M5S, si decidesse di far cadere questo governo, la LEGA avrà tutto da guadagnare. Infatti vedrete che fra non molto cercheranno di ottenere altri risultati positivi come: la TAV, la Legittima Difesa, e l’autonomia delle regioni. E’ ovvio che se si dovesse tornare al voto (escludendo governo di tecnici), la LEGA con FDI, ed altri dissidenti di FI, con questa coalizione vinceremmo tranquillamente.

  • Carlo Cervini 19 febbraio 2019

    Non ti fidare……………il “richiamo della foresta” comunista li riunirà per l’ennesima volta; i DS non sono fessi, sanno che andranno al massacro e poi non è detto che i grillini non gli sotrarranno ancora voti. Il centro-destra unito vincerà, ma con quale politica economica ???? e che prezzi dovrà pagare alla UE e ai mercati dopo quasi 2 anni allo sbando ?

  • Emilio 19 febbraio 2019

    Non comprendo perché tanta sfiducia nei confronti di Forza Italia e di Berlusconi, quando il percorso da fare per il centro destra è comune.

  • pallottin de pincottini 19 febbraio 2019

    il centrodestra vincerà