Accusato di estorsione l’ex portavoce dell’Appendino. Oggi lavora per il governo

sabato 2 febbraio 10:06 - di Stefania Campitelli

Nuovi guai giudiziari per Luca Pasqualetta, ex portavoce della sindaca di Torino Chiara Appendino, questa volta indagato per estorsione, traffico di influenze illecite e turbativa d’asta. L’abitazione dell’ex collaboratore del primo cittadino torinese, che oggi è nello staff del viceministro dell’Economia, la grillina Laura Castelli, è stata perquisita: sequestrati cellulare e computer. Ascoltato per oltre cinque anni dal pm anche l’assessore al Commercio, Alberto Sacco, come persona informata dei fatti.

I primi episodi, che costarono a Pasqualetta il posto a Palazzo Civico, risalgono alla scorsa estate quando la procura di Torino aveva cominciato un’altra indagine su di lui per via di una consulenza da 5mila euro per una prestazione inesistente alla Fondazione del Salone del Libro. Ora i pm hanno mosso al giornalista quarantunenne di origini lucane, nuove accuse per fatti  che si sarebbero verificati fopo la fine della sua esperienza con la Appendino, che nella vicenda è parte lesa. Secondo la ricostruzione di Repubblica, Pasqualetta avrebbe poi ricattato la sindaca, minacciando di rivelare informazioni compromettenti, per ottenere un nuovo incarico. L’attuale portavoce del viceministro dll’Economia, esponente torinese del movimento 5Stelle,  è indagato anche per apertura abusiva di luoghi di spettacolo e invasione di terreni per via di un maxischermo allestito nel parco Dora per la proiezione della finale di Champions League Juventus-Real Madrid del 2017, la partita della ressa di piazza San Carlo nella quale morirono due persone.

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