Vietato fare i nomi dei partigiani assassini: l’Anpi contro “Compagno Mitra”

sabato 12 gennaio 13:54 - di Annamaria Gravino

Nuovo tentativo di censura antifascista da parte dell’Anpi nei confronti di Compagno Mitra, il libro dello studioso Gianfranco Stella, che, come spiegato nel sottotitolo, si connota come «un saggio storico sulle atrocità partigiane». Dopo gli appelli alle librerie perché non lo vendessero e il presidio alla presentazione di Reggio Emilia, l’Associazione partigiani si mobilita ora anche contro l’appuntamento dell’autore con i lettori organizzato a Bologna, per il 18 gennaio. «È chiaramente un’operazione politica volta a gettare fango e offendere la storia e la memoria della Resistenza e dell’antifascismo bolognese e italiano», ha sostenuto la presidente dell’Anpi Bologna, Anna Cocchi, convocando la manifestazione.

La mobilitazione dell’Anpi

La presentazione, promossa da Forza Italia, si terrà nella sede del quartiere Santo Stefano. Un luogo istituzionale, dunque, di fronte al quale l’Anpi chiama a raccolta i suoi al grido di «No al revisionismo», con la solita, mai sopita ansia di censura che l’accompagna ogni qualvolta qualcuno metta in discussione il dogma di una Resistenza senza macchia. Un copione trito e ritrito e, ormai, anche piuttosto noioso, rispetto al quale non vale nemmeno più la pena mettersi a discutere di illiberalità, tabù e mancanza di senso della ricerca storica che «per sua natura è revisionista», come è stato ripetutamente fatto notare da eminenti storici.

Vietato fare i nomi

L’Anpi, del resto, invocando la censura, si appella al fatto che il lavoro di Stella non avrebbe le caratteristiche del saggio storico né rispetterebbe «i crismi della ricerca scientifica». Una tesi che le Associazioni partigiani del territorio hanno manifestato prima ancora di leggere le 600 pagine del volume, in cui – ed è questa la maggiore novità del lavoro – oltre alla ricostruzione di delitti atroci attribuibili alla Resistenza, si trovano anche le identità di chi li avrebbe commessi. L’Anpi, prima ancora di aver letto quelle pagine, si disse convinta che il libro «non si proponga di dare un contributo serio, scientifico, alla ricerca storica con il quale lancia accuse gravi, non provate e quindi inaccettabili. Il solo scopo, è quello di sovvertire la storia ed equiparare i partigiani ai fascisti».

I documenti forniti da «un ex comunista»

Stella non ha mai nascosto un intento politico. «La mia missione è dimostrare che il Pci ha fatto un uso politico della Resistenza», ha detto in una recente intervista al Resto del Carlino, precisando che benché il Pci non ci sia più «l’immagine della Resistenza è rimasta quella». A fronte di questo, però, il racconto del lavoro che c’è dietro il libro è quello di un’autentica ricerca, una investigazione vera e propria, passata soprattutto per l’ascolto dei testimoni. E per un colpo di «fortuna». «Per anni e anni ho intervistato centinaia di partigiani: mi facevano entrare, mi parlavano, ma i pentiti, quelli disposti a vuotare il sacco, sono stati pochissimi. Invece, ho potuto scrivere questo nuovo capitolo perché ho ricevuto una quantità straordinaria di documenti e fotografie, non reperibili in alcun archivio», ha chiarito Stella stavolta in un colloquio con La Voce, spiegando che la sua “gola profonda” «è un ex comunista vivente» e che «molto materiale arriva da inchieste interne del Pci». Ma, ha avvertito lo studioso, «ho promesso di non fare il nome, e non lo farò».

 

 

Commenti

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  • Herr General Max 12 gennaio 2019

    Giusto un paio di domande, inerenti la Sig.ra Cocchi:
    a) quanti anni ha? [se ha fatto la ‘resistenza’ dovrebbe attestarsi intorno ai 95 (calcolandone un ventina nel 1945); se non ha fatto la ‘resistenza’ come mai occupa l’importante posto citato nell’articolo?]
    b) conosce la differenza tra uno “Sten” ed un “MP-40”? li ha mai maneggiati? li sa smontare / manutenzionare? sarebbe in grado di utilizzarli efficacemente contro un essere umano? [se, come immagino, la risposta sarebbe ‘NO’ a tutte le domande, temo che sarebbe meglio che cambiasse mestiere].
    Perdonatemi la franchezza…

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