Un antisalviniano di ferro entra nello staff di Conte. Indovinate chi l’ha voluto lì…

giovedì 24 gennaio 16:48 - di Ezio MIles

“Splende un sole antifascista oggi a Roma – spiegava all’epoca -. Siamo qui a dire che rifiutiamo in modo assoluto qualunque tipo di politica razzista e xenofoba che vediamo in piazza del Popolo con Salvini. Una piazza che flirta con i fascisti”. L’ardente antisalviniano che si esprime in questa “alata” prosa antifascista si chiama Samir Hassan e, all’apeca di questo scritto (parliamo del 2015) era un irriducibile nemico del leader leghista. Samir Hassan era il portavce del movimento “Mai con Salvini” .  Be’, non ci crederete, ma il signor Hassan è ora entrato a far parte dello staff del premier  Giuseppe Conte, che di Salvini è cruciale alleato.  Lo rivela La Stampa di Torino.

Antisalviniano irriducibile

Sarebbe plausibile pensare che in quattro anni il Samir antisalviano  abbia maturato altre opinioni. Invece no. Lo scorso luglio, nel pieno dalla querelle “porti chiusi” così scriveva: “Il problema non è quindi il povero nero ma il nero povero: l’immigrato arrivato col barcone additato come capro espiatorio della crisi economica. Mentre, se arrivasse con lo yacht, verrebbe accolto con tutti gli onori”. Non mancano commenti nche sul caso Cesare Battisti. Ad esempio, quando si inizia a parlare della sua cattura e il terrorista rosso inizia la sua ultima, breve fuga, Hassan commenta sarcastico con un “vento in poppa!” su Twitter. E quando Battisti viene catturato, prima consiglia la lettura di un commento di Adriano Sofri perché “non urlato con la vena gonfia di giustizialismo d’accatto di questi giorni”, e poi ritwitta Alessandro Robecchi: “Lo show di Stato per la cattura di un uomo sconfitto, l’esibizione del trofeo, il linciaggio. Sono tempi di salvinismo tribale. E i Salvini sono tanti”.  Insomma, Samir rimane un antisalviniano non pentito, un irriducibile.

Lo zampino di Casalino

A questo punto sorge spontanea la domanda: chi ha permesso a un simile personaggio di mettere piede in uno dei santuari  dell'”aborrito” governo giallo-verde? Non poteva essere altri che lui, Rocco Casalino, il portavoce del presidente del Consiglio, nonché personaggio singolare e un po’ autoreferenziale, come testimoniano le varie gaffes che l’hanno visto protagonista da quando ha assunto il prestigioso  incarico  a oggi. Questo almeno ritengono i soliti bene informati. Le gaeffes non finiscono mai. Soprattutto se c’è lo zampino di Casaliano.

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