Tunisino morto, la polizia contrattacca: 500 agenti feriti, ci servono taser e spray

domenica 20 gennaio 10:15 - di domenico bruni

Ancora una volta l’Italia si è divisa sul caso del tunisino colto da malore e morto dopo il fermo di polizia a Empoli. Il ministro degli Interni Salvini difende l’operato della polizia e il capo della polizia Gabrielli replica ai commenti di chi critica duramente le forze dell’ordine, definendolo “tribuno di turno”. I sindacati degli agenti parlano di strumentalizzazioni politiche e chiedono maggiori risorse: “Come forze dell’ordine siamo sottoposti alla legittima critica dei cittadini, però non vorrei che arrivassimo al punto in cui qualsiasi cosa possa accadere durante un nostro intervento poi ci attribuiscano sempre le responsabilità, altrimenti finiremmo per avere le mani legate. Se quando fermiamo una persona esagitata, dobbiamo usare le manette e poi gli viene un infarto non è colpa nostra”. Lo afferma Giuseppe Tiani, segretario del sindacato di Polizia Siap, commentando le polemiche seguite alla morte del 32enne tunisino durante un fermo di polizia. ”Siamo stati il primo sindacato a chiedere di montare telecamere sui caschi, sulle giacche e sulle auto di sevizio, lanciammo la proposta ormai una decina di anni fa, durante un convegno a Genova con tutte le polizie europee – sottolinea Tiani – Legalità e giustizia richiedono equilibrio e invece le dichiarazioni di Ilaria Cucchi, a cui noi abbiamo offerto solidarietà, sono ingenerose e denotano riserve mentali da parte sua. Per questo condivido quanto ha affermato il capo della Polizia Franco Gabrielli: un discorso è rivendicare giustizia, un altro avere preconcetti sull’attività di giustizia e di polizia”, conclude il segretario del Siap.

Fornisce delle cifre significative l’altro sindacato Fsp: “Negli ultimi sei mesi abbiamo avuto più di 500 poliziotti che sono rimasti feriti nel corso di interventi con personaggi che sono difficili da gestire, che non hanno sensibilità del dolore perché magari sono ubriachi o drogati. Noi abbiamo bisogno di mettere qualcosa tra le mani e le persone o tra le pistole e le persone. Chiediamo ancora oggi tutti gli strumenti che possano evitare il contatto fisico, come spray e taser”. Franco Maccari, leader del sindacato di polizia Fsp, bolla come “tifo organizzato contro la polizia” le polemiche che sono scaturite dopo la morte del tunisino. “Ma lasciamo valutare le indagini con serenità, dico io – aggiunge – Da subito abbiamo detto che questa è una classica situazione su cui avranno da dire sempre contro la polizia – spiega – ma vorrei dire alla gente che noi non lavoriamo con l’elite della società purtroppo, ma spesso con persone difficili. So che molte persone fanno fatica a capire questo concetto finché non gli capita qualcosa, allora magari pretendono la pena di morte”. In ogni caso secondo Maccari, “le polemiche andrebbero evitate”. “Noi vogliamo essere tutelati – dice Maccari – perché quando un poliziotto si trova invischiato in queste situazioni è veramente nei guai: viene sospeso, rimane senza lavoro e poi si deve pagare un avvocato”.

Il centrodestra è solidale con le ofrze dell’ordine: dopo le parole di ieri di Maurizio Gasparri di Forza Italia, una delegazione di Fratelli d’Italia guidata dal deputato Giovanni Donzelli e dal consigliere comunale di Empoli Andrea Poggianti, il portavoce provinciale di Empoli Federico Pavese e il portavoce provinciale di Firenze Claudio Gemelli, ha fatto visita al commissariato di Empoli, dopo la morte del tunisino avvenuta ieri di una persona durante un controllo. “Ogni giorno le forze dell’ordine sono costrette ad operare in condizioni di grossa difficoltà causata dall’insufficienza organica e di dotazioni – hanno sottolineato gli esponenti di Fratelli d’Italia – siamo venuti ad esprimere la nostra vicinanza a chi ogni giorno è chiamato a garantire la sicurezza dei cittadini ed oggi vive un difficile momento. Ci mettiamo a disposizione, come sempre abbiamo fatto, dalla parte di chi garantisce l’ordine pubblico, per mettere in campo tutti gli strumenti istituzionali adeguati a sostenere il loro lavoro quotidiano”.

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