Tornano in Libia i 393 i migranti salvati. Salvini: «La collaborazione con Tripoli funziona»

lunedì 21 gennaio 9:58 - di Stefania Campitelli

Tutti sani e salvi, e riportati indietro, i 393 migranti recuperati dalla Guardia costiera libica nella giornata di  domenica. In particolare, 143 sono stati riportati a Tripoli, 144 a Misurata, 106 ad al-Khoms. È finita bene la vicenda dell’ennesimo barcone partito dalla Libia con quasi quattrocento disperati rimasto in balìa delle acque gelate per alcune ore. Lo rendono noto fonti del Viminale. Soddisfatto il ministro Salvini che non cambia idea sull’immigrazione: «La collaborazione funziona, gli scafisti, i trafficanti e i mafiosi devono capire che i loro affari sono finiti. Meno partenze, meno morti, la nostra linea non cambia».

È stato un n mercantile inviato dalla Guardia costiera libica a soccorrere il barcone in difficoltà carico di migranti al largo delle coste libiche. Polemica Alarm Phone che in un tweet sostiene che il trasferimento a Misurata «violerebbe le leggi internazionali», riportando i migranti «nell’inferno della Libia».

Luigi Di Maio, invece, continua il suo attacco alla Francia sulla scia della denuncia di Giorgia Meloni dello sfruttamento di Parigi delle risorse dell’Africa (dai microfoni di “Non è l’Arena mostra l’immagine di un bimbo del Burkina Faso). «D’ora in poi quelli che vogliono sbarcare glieli portiamo a Marsiglia, chiederò a Ue sanzioni contro quei paesi che colonizzano l’Africa», dice a Rtl 102.5 il ministro grillino, «si parla solo degli effetti, dei morti in mare, ma la Ue ignora quello che la Francia fa in Africa. La Francia stampa il franco delle colonie con cui si fa finanziare parte del suo debito, per far stare gli africani in Africa basta che i francesi se ne stiano a a casa loro».

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