Stupro di Firenze, un carabiniere accusa l’altro: “Ho sentito i no della studentessa”

mercoledì 16 gennaio 14:11 - di Redazione

«Rapporto sessuale con violenza, senza il consenso, approfittando di una situazione psicofisica di inferiorità ma soprattutto a fronte del dissenso ben espresso dalla ragazza» americana ubriaca. Così il gip Fabio Frangini ha motivato la condanna a 4 anni e 8 mesi di Marco Camuffo, uno dei due carabinieri accusati di  aver abusato il 7 settembre 2017 a Firenze di due studentesse Usa di 19 e 21 anni. Il gip nelle motivazioni cita anche la testimonianza del collega di Camuffo, Pietro Costa, il quale «fa dichiarazioni che inchiodano Camuffo dicendo di aver sentito i ‘no.. no, no.. cosa fai» della ragazza. Un dissenso chiaramente espresso, quindi, che fa ritenere che vi sia stato rapporto sessuale senza il consenso della studentessa. “Poter affermare che Camuffo non avesse percepito il diniego della ragazza, sentito dal suo collega ‘indaffarato’ con l’altra, appare veramente arduo”, chiosa il giudice. Il giudice Frangini sottolinea poi che mentre la ragazza che accusa Camuffo della violenza fornisce un “racconto della violenza sessuale coerente, non contraddittorio, sempre uguale nelle varie dichiarazioni rese, per nulla enfatizzato”, l’appuntato dei carabinieri dà “una sua versione dei fatti assolutamente risibile, non logica, descrivendo una scena sessuale ridanciana se non fosse di assoluta drammaticità”.

I fatti risalgono al settembre del 2017

Il processo per l’altro carabiniere, Pietro Costa, inizierà il 10 maggio. Nel settembre del 2017 le due ragazze statunitensi denunciarono alla polizia di avere subito violenza sessuale da parte di due carabinieri in servizio. Secondo il loro racconto, le due donne avrebbero conosciuto i militari nei pressi di un locale notturno, dove i carabinieri erano intervenuti chiamati dal titolare per dei disordini e da dove, con l’auto di servizio, avrebbero poi raggiunto un appartamento nel quale si sarebbe consumata la violenza. Le due ragazze, a Firenze per motivi di studio, avrebbero identificato senza dubbio i due uomini come carabinieri poiché entrambi sarebbero stati in divisa. Gli abiti indossati dalle studentesse al momento della presunta violenza furono sequestrati e i due carabinieri furono immediatamente sospesi dall’Arma.

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