Strage di Avellino, ad di Autostrade assolto: l’ira dei parenti delle vittime

venerdì 11 gennaio 13:05 - di redazione

L’amministratore delegato di Autostrade, Castellucci, è stato assolto in primo grado, ad Avellino, dall’accusa di omicidio colposo plurimo e di disastro aggravato.  Condannati invece alcuni altri dirigenti del gruppo alla sbarra per i 4o morti di di domenica 28 luglio 2013: passegggeri del bus precipitato all’uscita dell’autostrada A16 Napoli – Canosa.  Il pullman, guidato da Ciro Lametta, partito 3 giorni prima per Pietrelcina, non ritornerà mai a Pozzuoli: si schianterà purtroppo nel viadotto autostradale, causando per l’appunto i quaranta decessi. Ovvio che la rabbia dei parenti delle vittime contro la sentenza del tribunale non si sia fatta attendere: “Ottantatre!” hanno scandito in tanti con chiaro riferimento alla somma dei morti di Avellino e del ponte Morandi a Genova. E, ancora: “Vergogna, questa non è giustizia”, “assassino”, “venduti” e una intera batteria di insulti irripetibili verso i giudici. Il giudice monocratico, ha inflitto dodici anni di reclusione a Gennaro Lametta, il proprietario del bus che fu noleggiato dai pellegrini di Pozzuoli: riconosciuto l’omicidio colposo plurimo, il disastro colposo e il falso per la revisione del bus. Otto anni di reclusione sono stati inflitti anche alla funzionaria della Motorizzazione civile di Napoli, Antonietta Ceriola, mentre il collega Vittorio Saulino è stato assolto. Tra i dirigenti di Autostrade per l’Italia, assieme all’ad Giovanni Castellucci, sono stati assolti anche Riccardo Mollo, Giulio Massimo Fornaci, Antonio Sorrentino, Michele Maietta e Marco Perna. Condannati a 5 anni di reclusione per disastro colposo e omissione in atti d’ufficio l’ex direttore di tronco Michele Renzi, Paolo Berti, Bruno Gerardi, Gianni Marrone. Sei anni di reclusione per Nicola Spadavecchia e Gianluca De Franceschi. Una sentenza che, come dicevamo, non ha soddisfatto i parenti delle vittime. È più che certo, infatti,  che le polemiche continueranno.

Commenti

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  • Enrico Gallazzi 11 gennaio 2019

    Non capisco di che cosa si possano lamentare, i responsabili sono l’autista che doveva fermarsi , anche se in autostrada e chiedere soccorso e la ditta proprietaria che non ha provveduto alla manutenzione ,a meno che non si volessero chiedere fantasioni e milionari risarcimenti

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