Sfregio alla Fondazione Fratelli Mattei: «Raggi svegliati, la memoria è un valore». Appello bipartisan

giovedì 24 gennaio 14:49 - di Antonella Ambrosioni

La memoria è un valore e l’appello bipartisan partito dalla “Sala Nassyria” del Senato per salvare l’Associazione Fratelli Mattei dallo sgombero deciso dal Campidoglio a guida Virginia Raggi assume un valore di civiltà. Alla presenza di Giampaolo Mattei , fratello di Stefano e Virgilio, Maurizio Gasparri, Fabio Rampelli, Monica Cirinnà, Valter Verini si sono avvicendati per rinnovare un appello che possa sanare la “ferita” aperta dai limiti umani, politici e culturali del sindaco Raggi e della sua Giunta. Che Fratelli d’Italia, Forza Italia e Pd parlino con voce sola di uno schiaffo a Roma e alle sue tragedie ha un grande valore civile, dice Giampaolo Mattei, che prende la parola per primo, riassumendo i termini della questione dello sfratto della sede della Fondazione Fratelli Mattei, nel cuore del quartiere Marconi, che fu assegnata dall’allora sindaco di Roma Walter Veltroni 11 anni fa, in un clima di pacificazione nei confronti delle vittime innocenti di quello che fu uno dei più efferati delitti politici degli anni Settanta.

Giampaolo Mattei: «Il silenzio di Virginia Raggi»

«La nostra richiesta di legalizzare un contratto d’affitto non è andato mai a buon fine nel corso degli anni e delle giunte che si sono succedute». Pertanto, «il residuo economico che negli anni si è accumulato fino al commissario Tronca non è più sostenibile: non chiediamo di non pagare – precisa bene questo aspetto Giampaolo Mattei-  ma di dare forma a un contratto di affitto che sani la situazione e consenta alla Fondazione Fratelli Mattei di proseguire le sue iniziative». Mattei ripercorre i contatti più volte cercati con la Raggi e i Cinquestelle in Consiglio comunale. Niente da fare. Dalla Raggi neanche una telefonata mentre «un consigliere grillino si è scusato dicendo che di tutta questa storia non sapeva nulla».

Gasparri: «Sfregio alla memoria, mentre a Roma si tollera di tutto»

La Raggi ancora non si è resa conto che essere sindaco di una città significa rispettare e farsi carico delle tragedie collettive di tante famiglie. Il rogo di Primavalle è stata un tragedia per la città. «Questo sgombero è innanzitutto un atto di ignoranza oltre che un’ingiustizia, chiediamo pubblicamente e trasversalmente che il Comune di Roma dia una casa all’Associazione Mattei», avverte Maurizio Gasparri, che ricorda lo sfregio di avere messo i sigilli a un «locale modesto, popolare, che attualmente non è stato destinato a nessun uso». Già, uno fregio. «Hanno sfrattato l’associazione dei fratelli Mattei da un immobile di nessun valore, una specie di garage-scantinato in una traversa minore, del quartiere Marconi, quando a Roma si tollera di tutto e di più. Si faccia qualcosa, si regolarizzi la situazione, si stabilisca un canone, come da tempo ha chiesto Giampaolo. L’Associazione deve avere una casa che contribuisce a una memoria condivisa che riguarda Roma e l’intera nazione sugli anni di piombo».

Cirinnà e Verini (Pd): «Raggi svegliati»

Sulla stessa lunghezza d’onda la senatrice Pd, Monica Cirinnà, che si dice esterrefatta: «Parlo da anziana consigliera comunale che ricorda la famosa delibera 26 con cui circa 11 anni fa si decise che un canone sociale avrebbe dovuto supportare i luoghi delle memorie cittadine ferite dagli anni di piombo, a prescindere dalle diverse sensibilità politiche. Il silenzio della Raggi sulla questione della Fondazione Mattei ci fa capire che lei non ha una storia politica alle spalle e che ignora il contesto sociale e politico in cui tutti siamo cresciuti». Il che è inquietante, le fa eco il Pd Walter Verini: «Non so se si renda conto del gesto. Raggi svegliati, non è solo una cosa del passato, la comunità ha il dovere di conservare una memoria tutta intera», aggiunge poneno un punto di non ritorno: il prblema ora è stato posto, ora sia la civiltà a fare il resto».
«Non può finire così», interviene Andrea Di Priamo  ricordando quel triste giorno del novembre scorso in cui Virginia Raggi, senza pudore, a quindici giorni dai sigilli alla sede dell’Associazione Fratelli Mattei bocciò in Aula la mozione trasversale a prima firma Giorgia Meloni (sottoscritta da Pd, Forza Italia, Si e RomaTornaRoma) per chiedere di revocare lo sfratto all’associazione di via Fabio Conforto a Roma.

Rampelli: «La Raggi chiami subito Giampaolo Mattei»

«Lo sfratto è un fatto increscioso – esordisce Fabio Rampelli, che ricorda con poche ma toccanti parole quanto il rogo di Virgilio e Stefano abbia segnato la vita politica e civile di una intera generazione-  La Raggi non ha ancora metabolizzato che essere sindaco significa rappresentare le famiglie romane che hanno sofferto le pene dell’inferno in quegli anni. Non so – ragiona Rampelli – se dovuto a distrazione, superficialità o dolo, ma il sindaco alzi il telefono e chiami subito Giampaolo Mattei per ascoltare le sue ragioni e risolvere il problema», dice vicepresidente della Camera che propone l’istituzione di un museo nella Capitale sugli anni di Piombo perchè i «giovani non dimentichino»; e l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sugli Anni di Piombo che inizia un percorso «di verità e giustizia, che è ancora incompleto».

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