Sangiuliano: «Il Tg2 è cresciuto. E i dati provano che non c’è squilibrio politico»

mercoledì 30 gennaio 16:46 - di Redazione

«Mi sia concesso di dire che ho trovato una straordinaria redazione, compatta e plurale nelle sue visione culturali, che avrà la possibilità di esprimersi liberamente. La libertà per me è un valore fondamentale della nostra civiltà». Lo evidenzia in un passaggio della sua audizione in Commissione di Vigilanza Rai il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, esprimendo in premessa il suo «grande orgoglio» per essere stato chiamato dalla sua azienda a guidare il Tg2 dopo il «lungo impegno al Tg1 durato 9 anni nell’edizione delle 20 con ben quattro diversi direttori. E orgoglio – sottolinea ancora Sangiuliano – anche per la storia e il prestigio di questa testata che oserei definirei definire ricca di vicende umane e professionali».

Sangiuliano mostra i dati
dell’Osservatorio di Pavia

«In merito ai dati dell’Osservatorio di Pavia, nel report che va dall’1 dicembre 2018 al 27 gennaio 2019 le forze di maggioranza stanno al 49,4%. Non vedo, quindi, tutto questo squilibrio né particolari problemi tenuto conto di un’anomalia e cioè che noi scontiamo il fatto che i leader politici della maggioranza sono anche ministri della Repubblica», sottolinea Sangiuliano, rispondendo in Commissione di Vigilanza Rai a Michele Anzaldi (Pd). «Il primo partito è il Partito democratico che è al 16,7%, mentre la Lega è al 3,2%. E, quindi, io mi aspetterei una reprimenda da parte dei commissari della Lega. I dati – incalza – sono abbastanza chiari».
Dal 7 novembre 2018, primo giorno in cui Gennaro Sangiuliano ha cominciato a guidare il Tg2, al 21 gennaio 2019 il suo telegiornale delle 13 è cresciuto dell’1%, mentre quello delle 20,30 ha segnato un +0,2%. E, questo, a fronte di un Tg5 delle 13 che, nello stesso periodo, è cresciuto dello 0,5%. Dati la cui attendibilità viene rimarcata in nuce dal direttore: «Ogni altra fonte – dice – è un falso. Noi riceviamo anche un report che si chiama “Scenario tv” – prosegue il direttore – e che il 25 gennaio, analizzando il confronto tra gennaio 2018 e gennaio 2019, conferma la crescita sia dell’edizione delle ore 13 che quella della fascia serale. Potrei aggiungere anche un terzo report che evidenzia come l’edizione del Tg delle ore 18,15 sia cresciuta a gennaio di 1 punto percentuale rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso».
«Ci apprestiamo a varare il 18 febbraio un talk post Tg che possa approfondire i temi più caratterizzanti e pregnanti della giornata che si è svolta», annuncia poi Sangiuliano davanti alla commissione di Vigilanza Rai. Occasione nella quale si sofferma anche sui progetti futuri: «Negli ultimi 10 anni il Tg2 era stato compresso. Aveva avuto una stagione d’oro negli anni 80, ma anche una stagione molto proficua nei primi anni 90 con la direzione di Mimun in termini di ascolto e di fermento culturale. Dopo è stato un po’ compresso in termini di spazi. Adesso – dice Sangiuliano – il Tg2 ritorna a crescere con i suoi spazi. È stato varato il telegiornale dalle 8,30 alle 8,40. Abbiamo ristrutturato lo spazio del mattino. Prima si chiamava Frankenstein, ora si chiama Tg2 Italia perché anche i nomi sono importanti e cosa c’è di più bello che evocare il termine Italia? Abbiamo in prospettiva il progetto di aprire una redazione a Milano e in futuro anche a Napoli».

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