Roba da Rai: nominano Iman Sabbah vicedirettrice. Ma non è iscritta all’Ordine

martedì 29 gennaio 16:36 - di Sveva Ferri

La sua nomina è stata ufficializzata appena qualche giorno fa, ma sarebbe già stata bloccata. Colpa di un dettaglio di non poco conto emerso a cose fatte: la giornalista Iman Sabbah, testé indicata alla vicedirezione di Rai Parlamento, non figura tra gli iscritti all’Ordine. A certificare la sua abilitazione a esercitare la professione c’è solo l’iscrizione all’albo speciale dei giornalisti stranieri. Ma si tratta di un requisito che va bene per gli stranieri e in particolare per quelli che lavorano per testate straniere, non per gli italiani che lavorano per testate italiane. E Sabbah, israeliana di origine araba, è – anche – una cittadina italiana, che lavora per l’arcitaliana “mamma Rai”. Un discreto incidente che, come rivelato dal blog lospecialista.tv, sta creando un certo imbarazzo a viale Mazzini, dove starebbero cercando una soluzione per salvare posizione e faccia. E intanto «la nomina sarebbe stata bloccata», spiega l’animatore di lospecialista.tv, Gianluca Vacchio, mentre da viale Mazzini si sono affrettati a far trapelare che la nomina non sarebbe stata ancora formalizzata, mentre sul nome di Sabbah era stato espresso solo un intendimento nel consiglio del 24 gennaio. Passaggi burocratici a parte, però, dopo quel consiglio tutti l’avevano data per fatta e nessuno aveva sentito il bisogno di precisare alcunché.

La Rai corre ai ripari (e intanto blocca la nomina)

L’ipotesi allo studio è fare in modo che Sabbah avvii al più presto le pratiche per diventare professionista, visto che anche come pubblicista rappresenterebbe un unicum in Rai: non risulta che nelle testate giornalistiche dell’azienda ve ne siano di assunti. Un bel pasticcio. Soprattutto considerando che, secondo quanto rivelano i rumors di viale Mazzini, Sabbah sarebbe stata selezionata per la testata diretta da Antonio Preziosi secondo una “catena di comando” che, passando anche per il presidente Marcello Foa e l’ad Fabrizio Salini, risalirebbe fino al M5S. “Quota” grillina, insomma. Magari decisa sulla base della famosa selezione dei curriculum.

Quando il Cv non basta

Per carità, la 41enne Sabbah è brava e ha anche una lunga storia professionale in Rai: parte da Rai Med, transita per alcuni programmi di approfondimento, come Il Caffé del già direttore e già senatore Pd Corradino Mineo, e approda a Parigi, dove è – fino alla nuova nomina – corrispondente di Rainews24, inviata ai tempi di Monica Maggioni presidente e Mario Orfeo direttore generale. Detto ciò, però, se Sabbah non è iscritta all’albo, non è iscritta all’albo. E metterla a fare il vicedirettore di testata Rai è come affidare la realizzazione di un palazzo parlamentare a un architetto che non ha mai sostenuto l’esame di Stato o la difesa di Palazzo Chigi a un avvocato che non ha mai conseguito l’abilitazione professionale. Semplicemente non si può fare. Un po’ come affidare il ministero del Lavoro a un ministro che non ha mai lavorato… Ah, no. Questo, in effetti, si può fare. Con buona pace del fanatismo per i cv.

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