Pratiche edilizie in cambio di prestazioni omosex. In ufficio c’era un vero tariffario

giovedì 17 gennaio 16:36 - di Redazione

Esisteva un vero e proprio tariffario riferito alle prestazioni sessuali, anzi – nel caso di specie – omosessuali. Solo che il rapporto non veniva consumato in auto o in una casa d’appuntamento, bensì in una Casa comunale: quella di Castelvolturno, per l’esattezza, paesone della provincia di Caserta, più volte balzato agli onori (si fa per dire) della cronaca per fatti legati alla presenza della criminalità organizzata, mafia nigeriana compresa, o per l’elevatissimo tasso di immigrati che ha reso questa località, una volta attraente e caratteristica, in un inferno senza pari. Come se già non bastasse tutto questo, sui cittadini della cittadina domoziana è caduta anche la tegola dell’inchiesta su una presunta corruzione per il rilascio di pratiche edilizie, che ha portato all’arresto di sei persone e all’iscrizione nel registro degli indagati  di un manipolo di professionisti ben assortito tra geometri, architetti e ingegneri. Sarebbe una storia simile (purtroppo) a tante altre, anche di altre latitudini, se a renderla unica non ci fosse il tariffario di cui prima. Secondo i magistrati della procura di Santa Maria Capua Vetere, lo avrebbe ideato e applicato tale Antonio Di Bona, impiegato come archivista dell’ufficio tecnico del Comune nonché addetto alla pubblicazione degli atti online e allo smistamento delle pratiche di condono ai tecnici con contratto di collaborazione esterna.

L’inchiesta riguarda il comune di Castelvolturno (Ce)

Un posto di grande responsabilità una cittadina come Castelvolturno, 25 chilometri di spiaggia e dieci di pineta sfregiati da un abusivismo edilizio a dir poco selvaggio. Ma il contesto, per l’archivista col “vizietto“, era un semplice dettaglio. Per questo – sempre secondo l’ipotesi accusatoria – non aveva remore a falsificare pratiche di condono o permessi a costruire purché tecnici e richiedenti vari accettassero la legge del tariffario: si andava dal palpeggiamento al rapporto (omo)sessuale vero e proprio, consumato tra istanze di sanatoria e licenze edilizie, passando per le tante variazioni sul tema, tanto facili a immaginarsi quanto inutili a riferirsi. E per chi non gradiva, era pronto a scattare un tariffario alternativo a base di ricariche telefoniche, anche oltre 100 euro, e dazioni di denaro fino a 750 euro. Ce n’era, insomma, per tutti i gusti.

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