Di Pietro parla da ex pm: se fu il governo a decidere, Salvini non si può processare

giovedì 31 gennaio 15:59 - di Redazione

L’ex pm di Mani pulite, Antonio Di Pietro, giudica il caso Diciotti senza farsi prendere la mano dalle necessità della propaganda. E ne spiega i contorni in un’intervista a Affaritaliani.it firmata da Lorenzo Lamperti. Di Pietro è molto netto nell’affermare che Salvini non è processabile per la decisione di non far sbarcare i migranti della nave Diciotti. “Non v’è dubbio – afferma – che ci sono state delle persone fermate contro la loro volontà in territorio italiano senza un ordine dell’autorità giudiziaria. Ai sensi dell’articolo 605 del codice penale questo potrebbe configurare il reato di sequestro di persona. Detto questo, ascoltando le parole di Conte e degli altri componenti dell’esecutivo mi pare chiaro si sia trattato di un atto politico del governo e dunque criticabile ma non processabile. Ripeto: se Conte ribadisce che si è trattato di una decisione collegiale non verrà concessa l’autorizzazione a procedere”. Di Pietro chiarisce inoltre che il Tribunale dei ministri di Catania non ha chiesto di processare Salvini ma che i giudici “stanno chiedendo al Parlamento di assumersi la responsabilità e dire se il suo è stato un atto politico oppure no. La Costituzione e le leggi prevedono infatti una netta differenza tra atti politici e atti a fini politici. Nel caso un atto sia squisitamente politico nell’interesse del Paese non può esserci nessuna interferenza da parte dell’autorità giudiziaria. Ma la musica cambia se si tratta di un atto per fini politici, fatto cioè per interessi personali”.

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