Pericolo cinghiali, per anni nessuno ha mosso un dito. Adesso il governo si muova

domenica 6 gennaio 11:30 - di domenico bruni

Come si ricorderà, il 3 gennaio scorso ci sono stati un morto e dieci feriti, tra cui tre bambini in un incidente stradale sull’autostrada A1 in carreggiata Sud, tra Lodi e Casalpusterlengo. A causare il tamponamento un branco di cinghiali che ha attraversato la carreggiata. Negli ultimi mesi diverse persone sono morte per questo tipo di incidenti. “Sono circa 400 gli incidenti stradali provocati dai cinghiali nella sola Lombardia dal 2013 a oggi”, è la stima della Coldiretti su dati regionali dopo l’incidente. Sotto accusa la rete di protezione autostradale sul luogo dell’incidente sulla A1 ma essa è apparsa “perfettamente integra” e i cinghiali che hanno causato lo scontro a quanto pare hanno scavato un cunicolo nel terreno. Lo si è appreso dopo i sopralluoghi tecnici effettuati sul luogo dell’incidente. C’è stata una levata di scudi generale contro il proliferare dei cinghiali: con oltre un milione di esemplari diffusi in Italia, la presenza dei cinghiali nei centri abitati e sulle strade è “ormai un rischio concreto per la sicurezza dei cittadini”. Negli ultimi dieci anni, secondo stime Coldiretti “il numero dei cinghiali presenti sul territorio nazionale è praticamente raddoppiato. Gli animali selvatici distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti. Non è quindi più solo una questione di risarcimenti danni ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con la dovuta decisione”. Secondo l’organizzazione degli agricoltori, “l’escalation dei danni, delle aggressioni e degli incidenti che causano purtroppo anche vittime, è il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero dei cinghiali presenti in Italia che ha superato abbondantemente il milione, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città”. Per Coldiretti insomma non ci sono più alibi per intervenire in modo concertato tra Ministeri e Regioni ed avviare un piano di abbattimento straordinario senza intralci amministrativi”.

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