Non solo “la ciociara”: tutte le violenze delle truppe coloniali “alleate” in un libro

martedì 29 gennaio 18:45 - di antonio pannullo

Si intitola Non solo la “ciociara” il nuovo libro della Fergen editore scritto da Silvano Olmi, ricercatore storico e giornalista, e racconta le altre violenze delle truppe coloniali inquadrate negli eserciti francese e britannico che misero a ferro e fuoco la nostra penisola. Il romanzo di Alberto Moravia e il film omonimo di Vittorio De Sica ci hanno raccontato delle atrocità inenarrabili delle truppe maghrebine in Ciociaria, che come un esercito di lanzichenecchi con diritto di saccheggio, violentò, saccheggiò, devastò tutto il Frusinate, lasciando nella memoria storica degli abitanti degli echi presenti ancora oggi. Il comandante delle truppe marocchine in Italia era il generale francese Alphonse Juin, che non ci risulta essere mai stato non diciamo condannato ma neanche mai messo sotto inchiesta per il suo operato nel teatro italiano. Come è noto, i francesi utilizzarono le loro truppe coloniali come autentica carne da macello nello scontro con i tedeschi che resistevano in Italia. Queste truppe, spesso provenienti dalle montagne dell’Atlante, erano composte da persone analfabete,che spesso non capivano il francese e che non erano mai usciti dai loro villaggi. Per incitarle a combattere con più determinazione, gli ufficiali francesi promettevano il via libera per 48 ore dopo la battaglia, nel corso delle quali avrebbero potuto fare tutto quello che volevano alle popolazione civile. Ora il libro di Silvano Olmi apre una più ampia prospettiva storica dell’impiego di queste truppe, che hanno utilizzato lo stupro come vera e propria arma di guerra sistematica per terrorizzare le popolazioni civili occupate, un po’ come i famigerati bombardamenti a tappeto sui civili inermi.

In un vasto e puntuale excursus storico, Olmi ricorda che lo stupro come arma di guerra fu utlizzato sia nella Grande Guerra sia nel periodo dell’occupazione francese della renania tedesca, quando, in tempo di pace, le solite truppe africane compivano stupri e vessazioni sulle popolazioni occupate. Le truppe coloniali erano composte da elementi provenienti dal Maghreb, dal Marocco in massima parte, ma anche da senegalesi, ivoriani, ciadiani, mauritani, malgasci e da altri Paesi delle colonie francesi. L’autore ricorda anche gli stupri di massa compiuti dall’Armata Rossa in tutta la Germania nel 1945, dove si calcola che le donne – e bambine – violate siano state almeno un milione. Non solo le truppe coloniali però si macchiarono di queste nefandezze: vi sono esempi e documentazioni relative a stupri compiuti anche da soldati americani, francesi e persino inglesi. Nella seconda parte dell’accurato volume Olmi prende in considerazione zone dell’italia toccate da questo fenomeno che non siano la Ciociaria: Sicilia, Campania, Toscana e altre parti del Lazio, in particolare la Tuscia, dove Olmi ha documentato almeno cento casi, finora sconosciuti. Nel libro sono anche riportate le cure per le malattie veneree che la soldataglia alleata trasmise alle donne, nonché i casi di ragazzi e bambini stuprati senza pietà. Oltre a tutto questo, le truppe francesi rubavano, razziavano, devastavano, terrorizzavano: solo in Sicilia ci furono casi di reazioni da parte della popolazione esasperata dalle prepotenze di queste truppe. Olmi nel libro pubblica tutta la documentazione relativa, dalle cifre alle denunce, alle testimonianze orali da lui raccolte in anni di ricerche, e denuncia senza inibizioni il colpevole oblìo istituzionale di queste violenze, per non dare fastidio al vincitore. Un po’ come accadde per la vicenda delle foibe e l’esodo istriano, di cui non si doveva parlare perché il governo italiano era uscito sconfitto dalla guerra e non si doveva dare fastidio al manovratore. Dopo la lettura di queste drammatiche pagine, si deve concludere chiedendosi perché oltre ai criminali nazisti perseguitati in tutti questi anni, l’ultimo pochi giorni fa, un SS ucraino 96enne espulso dagli Usa, le magistrature militari dei vari Paesi, ma soprattutto italiana, non abbiano perseguito anche i responsabili alleati di questi atroci crimini verso gli italiani, crimini che hanno rovinato decine di migliaia di vite; perché oltre allo stupro c’era anche tutto quello che ne conseguiva, in una società come era quella degli anni Quaranta e Cinquanta in cui una violenza subita diveniva una colpa. Un libro in definitiva che apre nuove prospettive alla ricerca storica di quello che fu la guerra nel nostro Paese.

Commenti

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  • G. impe 31 gennaio 2019

    Questo non si dimentica e la colpa appartiene anche ai vigliacchi che governavano allora l’ Italia: Sua “piccola Maestà” e il maresciallo Badoglio, rifugiatosi a Brindisi, al sicuro.
    Pensate che quel generale francese Juin che autorizzo tutte quelle atrocità fu promosso al grado do di maresciallo di francia. Da notare che era nato e cresciuto in Algeria con una vera mente di colono.

  • angelo manera 30 gennaio 2019

    Schifosi e maledetti loro (le truppe di invasione alleate) e i traditori partigiani che lo hanno aiutati

  • Fulvio Sluga 30 gennaio 2019

    Mi risulterebbe che un paio di anni fa fosse stata aperto un procedimento penale per i fatti avvenuti nella cociaria….

  • Ben Frank 30 gennaio 2019

    …senza poiperdere di vista gli eccidi, stupri e ruberie perpretate dai baldi partigiani rossi durante e dopo le “radiose giornate”, per cancellare le quali il cittadino sovietico Palmiro Togliatti, membro del Komintern, emanò il decreto di amnistia per i crimini compiuti in quel periodo… dai partigiani, si intende, i fascisti vennero perseguiti comunque, evitando che decine di migliia di “combattenti per la libertà” finissero in galera, condannati per reati comuni.

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