Naufragio al largo di Tripoli: 3 superstiti. Salvini: coi porti aperti gli scafisti tornano a uccidere

sabato 19 gennaio 9:51 - di Filomena Auer

Un gommone in mare, forse all’incirca una ventina di persone a bordo e il natante che mostra un’evidente precarietà di condizioni di galleggiabilità. Il mezzo è in difficoltà, i migranti che trasporta in serio pericolo: è quanto viene avvistato nel pomeriggio di ieri (venerdì 18 gennaio ndr) da un aereo della Marina Militare italiana a 50 km a nord dalle coste di Tripoli. Immediatamente il velivolo ha lanciato 2 zattere in mare e poi, costretto dalla mancanza di carburante, ha lasciato l’area ma non prima di dare l’allarme. Poco dopo, un elicottero della nave Duilio è di nuovo sulla postazione critica per recuperare i sopravvissuti del naufragio: un uomo in mare e altre due persone sulle zattere già in evidente stato di ipotermia, mentre – come riporta il sito dell’ansa, tra gli altri, ancora in queste ore, «altre 3 persone sono state viste in mare senza alcun apparente segno di vita. L’elicottero della Marina è ridecollato per l’evacuazione medica dei tre naufraghi che si trovano in “condizioni serie” verso Lampedusa.

Naufragio al largo della Libia: 20 dispersi, solo 3 migranti trovati vivi e tratti in salvo

Dunque ci risiamo: tre migranti salvati, e ricerche in corso per altri 17 che potrebbero essere già morti. Questo il bilancio, per ora, di un tragico pomeriggio nelle acque del Mediterraneo a nord est di Tripoli, vissuto e raccontato dalla Marina italiana. «Nel pomeriggio di oggi nel Mediterraneo centrale, a circa 50 miglia nautiche a nord est di Tripoli, un aereo da pattugliamento marittimo P 72, in volo nell’ambito dell’Operazione Mare Sicuro, ha avvistato un gommone, in fase di affondamento, con circa 20 persone a bordo. L’equipaggio dell’aereo – racconta la Marina in una nota – viste le pessime condizioni di galleggiabilità, ha subito lanciato in prossimità del gommone due zattere di salvataggio di tipo Coastal, in dotazione al mezzo aereo, che si sono regolarmente aperte». E ancora: «Appena ricevuta l’informazione il cacciatorpediniere Caio Duilio (a oltre 110 miglia, 200 chilometri, dalla scena d’azione) ha disposto il decollo del proprio elicottero SH 90 per inviarlo sulla scena d’azione. Giunto in area l’elicottero ha recuperato, con due diverse missioni, tre naufraghi in ipotermia, uno dall’acqua e due da una delle zattere di salvataggio precedentemente lanciate. L’altra zattera ispezionata – spiega poi la Marina – è risultata vuota». Quindi, in conclusione: «Una volta a bordo di nave Duilio, i tre naufraghi sono stati stabilizzati e vengono trasferiti presso l’ospedale di Lampedusa via elicottero».

Salvini: finché i porti europei saranno aperti, gli scafisti continueranno a uccidere…

Nel frattempo, «le ricerche continuano sotto il coordinamento del Libyan Rescue Coordination Center, che ha assunto la responsabilità del soccorso e dirottato sulla scena d’azione un mercantile di bandiera liberiana, con il supporto del P 72 e dell’elicottero di nave Duilio al rientro da Lampedusa. Nave Duilio intanto continua supporto alle ricerche», conclude la Marina, mentre il ministro dell’Interno Matteo Salvini, riferendosi al gommone affondato ieri al largo della Libia con con 20 migranti a bordo, torna a ripetere, sottolineandolo in un post: «Altri morti al largo della Libia. Finché i porti europei rimarranno aperti, finché qualcuno continuerà ad aiutare i trafficanti, purtroppo gli scafisti continueranno a fare affari e a uccidere»…

 

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