Migranti, la polpetta avvelenata di Fico a Di Maio: «Bravo Luigi, accogliamoli tutti»

sabato 5 gennaio 14:09 - di Viola Longo

Roberto Fico lancia al governo la sua polpetta avvelenata. All’indomani dell’apertura di Luigi Di Maio ai migranti della nave Sea Watch e Sea Eye, che naviga al largo di Malta, il presidente della Camera applaude a quello che definisce «un segnale importante». Soprattutto, però, ne approfitta per rilanciare per l’Italia la linea dell’accoglienza a tutti i costi, quella che mette «al centro l’umanità», appena edulcorata a una chiamata alla corresponsabilità da parte dell’Europa. Un tema che, come è noto, nelle ultime 24 ore è stato motivo di uno scontro frontale, benché strisciante, tra le due anime del governo giallo-verde, incarnate dallo stesso Di Maio e da Matteo Salvini. E, in questa circostanza, triangolate anche con il premier Giuseppe Conte.

Le lodi “velenose” di Fico a Di Maio

«Sono convinto che l’iniziativa presa ieri da Luigi Di Maio sia un segnale importante e ne sono contento. Allo stesso modo credo fortemente che l’Italia non debba essere lasciata sola, così come nessun altro Paese debba essere lasciato solo a gestire questioni complesse», ha scritto su Facebook Fico, aggiungendo che «tutta l’Europa deve fare in modo che quanto successo in questi giorni con la Sea Watch e negli scorsi mesi con altre imbarcazioni nel mar Mediterraneo non si ripeta più. Siamo – come europei – cittadini che fanno della solidarietà un principio cardine della convivenza e dell’essere comunità. Un tracciato che i governi devono seguire senza paura mettendo al centro l’umanità e quella che è la più alta missione che ha la politica: aiutare i più deboli». Anche l’Italia, insomma, per Fico deve uniformarsi al diktat dell’accoglienza incondizionata, al quale invece il Viminale sta tentando di ribellarsi. «Non possiamo permettere che vengano lasciati in condizioni inaccettabili degli esseri umani che fuggono da dolore, morte e sofferenza. La nostra civiltà si misura da questo».

Meloni a Conte: «Non legittimare i sindaci anti dl sicurezza»

La posizione del presidente della Camera non è nuova, ma in queste ore si inserisce nel contesto di una incursione di Di Maio nel terreno proprio di Salvini. Una incursione cui si è aggiunto il “carico” del presidente del Consiglio, che ha dato la disponibilità a incontrare i sindaci ostili al decreto Sicurezza, di cui contestano proprio la linea di rigore nei confronti dell’immigrazione illegale. La mossa è stata presentata da Palazzo Chigi come un modo per sostenere il ministro dell’Interno, ma non è sfuggito a nessuno il suo carattere di fuga in avanti. «Il presidente del Consiglio Conte vuole incontrare i sindaci che si ribellano al decreto sicurezza? Mi auguro che sia per comunicare il loro commissariamento e voglio sperare che non sia una legittimazione di chi sta violando la legge in nome dell’immigrazione incontrollata», ha scritto su Facebook Giorgia Meloni. «Ricevere questi sindaci – ha aggiunto la leader di FdI – è irrispettoso di tutti i parlamentari che hanno votato il decreto».

Salvini ribadisce: «Non cediamo ai ricatti»

E lo stesso Salvini, pur non disconoscendo in maniera diretta né Di Maio né Conte è stato piuttosto esplicito nel ribadire la sua posizione, sia indicando come «traditori» i sindaci che minacciano il boicottaggio al dl Sicurezza sia ribadendo che sulle navi delle Ong «non cediamo ai ricatti e alle minacce». «Vergognoso l’atteggiamento dell’Europa che tace. Evidentemente le lezioncine di umanità vanno indirizzate solo all’Italia», ha detto Salvini a proposito della Sea Watch e Sea Eye, invitando Olanda e Germania, delle quali le navi battono bandiera, a farsi carico dei migranti.

 

 

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