Migranti, Iwobi: «La sinistra è miope, non sa distinguere tra chi soffre e chi è furbo»

giovedì 3 gennaio 12:13 - di Roberto Mariotti

«Diversi sindaci del centrosinistra scelgono di disobbedire al decreto sicurezza con la scusa infondata del rispetto della Costituzione. La trovo una scelta miope e non rientrante nelle prerogative di un amministratore locale». Lo afferma il senatore della Lega Toni Iwobi. «Il decreto – aggiunge – ha finalmente riportato la legalità nella gestione dei flussi migratori, agendo nel pieno rispetto degli spazi lasciati dalle direttive europee al legislatore nazionale e ponendo fine al tentativo della sinistra di scavalcare il testo unico dell’immigrazione mediante la creazione di un sistema incentrato sulla sostanziale equiparazione tra richiedenti asilo, per la maggior parte clandestini, e rifugiati, a spese dei contribuenti italiani».

Iwobi: basta speculare alle spalle dei cittadini

«Il nuovo sistema garantirà l’accesso ai servizi per l’integrazione ai veri rifugiati, e non contiene disposizioni retroattive che, a detta dell’opposizione, porterebbero migliaia di migranti per strada. Grazie al ministro Salvini – aggiunge Iwobi – che invece ha ripristinato la legalità e ha aperto a una immigrazione sana e controllata su cui il Paese può giustamente investire a tutela dei diritti di chi ha i corretti requisiti e a detrimento dei soliti furbi che fino ad ora – conclude – hanno speculato alle spalle dei cittadini».

Zaia: quei sindaci non sanno che cos’è la democrazia

«Strumentale e inutile». Così il presidente della Regione Veneto Luca Zaia commenta all’Adnkronos la presa di posizione dei sindaci ribelli. «Vorrei capire cosa non va bene in un decreto sicurezza invocato dal popolo – osserva il presidente della Regione Veneto – Si invoca il popolo, si dice di essere rappresentanti del popolo, poi si disconosce un elemento di assoluta democrazia.  Rousseau, filosofo della rivoluzione, nel contratto sociale diceva che il popolo ti delega a rappresentarlo e quando non lo rappresenti può toglierti la delega – conclude Zaia -. Siamo nella fase in cui chi si è visto togliere la delega ora vorrebbe togliere la delega al popolo. Per fare opposizione ognuno sceglie gli argomenti che vuole, loro hanno scelto questo – sottolinea Zaia – Mi sembra un filone inaugurato anche dal sindaco di Riace: quando non ti va bene una legge che confligge con le tue idee inizi a non applicarla».

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