Migranti, i vescovi e Sant’Egidio a gamba tesa: accogliere? È un obbligo morale per i cristiani

martedì 22 gennaio 14:56 - di Lorenza Mariani

Più di un dovere, un imperativo categorico ammantato del vessillo dell’obbligo morale in vigore sempre se si è cristiani: per la Cei e la comunità di Sant’Egidio, che in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, lanciano congiuntamente alla Federazione Evangelica e alla Tavola Valdese un appello comune sull’immigrazione esortando a «vivere uno spirito di umanità e di solidarietà nei confronti dei migranti. Se per tutti è un dovere nei confronti di chi abbandona il proprio Paese rischiando la vita nel deserto e nel mare, per i cristiani si tratta di un obbligo ». Insomma, sui migranti, i vescovi e Sant’Egidio firmano un appello all’accoglienza che va in direzione diametralmente opposta a quella appena varata dal governo e dal ministro dell’interno Matteo Salvini.

Migranti, i vescovi e Sant’Egidio firmano un appello all’accoglienza

Dunque, così parlò la Chiesa e così continuano a ribadire i vescovi e la comunità di Sant’Egidio tornati ad una cooperazione a quattro mani «dopo aver sentito la necessità di unire le nostre voci, così come insieme abbiamo lavorato in tante occasioni nel campo dell’immigrazione, permettendo la realizzazione dei primi corridoi umanitari», e firmando insieme un documento con cui si affronta anche il nodo specifico dei salvataggi in mare: «Mentre si cerca il consenso europeo su queste misure, occorre garantire il soccorso in mare, che non può ridursi a una politica di respingimenti o di semplici chiusure. I migranti non possono essere vittime tre volte: delle persecuzioni, di chi li detiene in campi che, come varie volte attestato dall’Onu, non tutelano i diritti umani essenziali e di chi li respinge in quegli stessi campi e in quelle umiliazioni». E così, per i firmatari cristiani dell’appello, tradotto in documento – siglato da monsignor Stefano Russo segretario della Cei, Marco Impagliazzo presidente della Comunità di Sant’Egidio, Eugenio Bernardini moderatore della Tavola Valdese e il pastore Luca Negro presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia – «una politica migratoria che non apre nuove vie sicure e legali di accesso verso l’Europa è fatalmente destinata a incentivare le immigrazioni irregolari. Per questo, chiediamo ai vari Paesi europei di duplicare o comunque di ampliare i corridoi umanitari, aperti per la prima volta in Italia all’inizio del 2016». Una requisitoria sull’accoglienza che, tra retorica e politica, sottolinea e rilancia i diritti e i bisogni di chi arriva ma, al tempo stesso, assai poco ecumenicamente è più fugace nell’affrontare il tema delle necessità negate a chi è chiamato ad ospitare, arrivando addirittura a dire in nome di un parallelo a dir poco ardito che, additare i migranti «come una minaccia al nostro benessere, definirli come potenziali criminali o approfittatori della nostra accoglienza, tradisce la storia degli immigrati anche italiani che invece hanno contribuito alla crescita economica, sociale e culturale di tanti paesi».

L’appello rivolto direttamente al governo nel documento sull’immigrazione

Per questo con il documento congiunto di Cei e Sant’Egidio, con Valdesi e Chiese evangeliche, i firmatari si rivolgono direttamente al Governo italiano da loro chiamato a spingere l’Ue verso l’ampliamento, convinti che il Belpaese dovrebbe distinguersi e chiedere all’Ue di estendere l’utilizzo dei corridoi umanitari per i migranti. Di più: «perché allarghi la quota dei beneficiari accolti nel nostro paese e si faccia promotore di un “corridoio umanitario europeo”, gestito dalla Ue e da una rete di Paesi volenterosi, prevedendo un adeguato sistema di sponsorship», potenziando a tal fine, «le attuali attività di soccorso, rese dai mezzi militari, dalla Guardia Costiera e dalle Ong, nel rispetto delle norme del mare e del diritto umanitario» e mettendosi a loro volta a disposizione. L’appello, infatti, si conclude con una dichiarazione di disponibilità. «Per quanto divisivo, il tema dell’immigrazione è così serio e grave da non potersi affrontare senza cercare una piattaforma minima di istanze e procedure condivise. Questo auspichiamo e per questo ci mettiamo a disposizione con la nostra esperienza e i nostri mezzi, pronti a collaborare sia con le autorità italiane che con quelle europee», assicurano la Cei, la Comunità di Sant’Egidio, la tavola Valdese e la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia. Basterà a rassicurare gli italiani chiamati all’accoglienza coatta e decisamente più favorevoli alle politiche di controllo sull’immigrazione selvaggia messe in atto dal ministro Salvini?


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 23 gennaio 2019

    Ma guarda quanta moralità. Si accorgono ora che le chiese sono vuote, e volete riempirle con questi altri signori? Tutta propaganda, la mangiatoia è chiusa anche per voi, capito o no!

  • avv. alessandro ballicu 22 gennaio 2019

    vorrei sapere quanti musulmani clandestini vengono accolti dallo stato del vaticano, facile fare i generosi coi soldi altrui,
    vorrei anche sapere perchè il papa si preoccupa ogni giorno di tutelare i musulmani e tace sui cristiani che ogni giorno in pachistan e nigeria vengono uccisi, torturati e stuprati solo perchè cristiani.
    i preti si occupino di morale e la smettano di fare politica di sinistra e a favore della plutocrazia, sono faziosi
    disse GESU ” date a dio ciò che è di dio e a cesare ciò che è di cesare”
    questo lo sanno ?

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