Maximulta a Mastercard: 570 milioni per violazione delle regole antitrust

martedì 22 gennaio 15:41 - di redazione

Maximulta a Mastercard. La Dg Concorrenza della Ue ha multato la società attiva nei sistemi di pagamento per circa 570 mln di euro, per aver “limitato la possibilità dei commercianti di beneficiare delle migliori condizioni offerte dalle banche con sede in altri Paesi del Mercato unico, in violazione delle regole antitrust”. Mastercard ha collaborato con la Commissione e per questo ha ottenuto uno sconto del 10% sulla sanzione. Per la commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager “i consumatori europei usano le carte di pagamento ogni giorno, quando comprano cibo o vestiti, oppure quando fanno shopping on line. Impedendo ai commercianti di cercare condizioni migliori offerte dalle banche in altri Stati membri, le regole di Mastercard elevano in modo artificioso i costi dei pagamenti per mezzo delle carte, danneggiando i consumatori e i commercianti al dettaglio nell’Ue”. Mastercard, che è una società quotata al Nyse, è il secondo maggior sistema di carte di pagamento nello Spazio economico europeo (Paesi Ue più Norvegia, Islanda e Liechtenstein) per carte emesse e per valore delle transazioni. Nello schema Mastercard, le banche offrono servizi legati alle carte di pagamento con marchi comuni, Mastercard e Maestro. Mastercard agisce da piattaforma, attraverso la quale le banche che emettono le carte di pagamento le forniscono ai consumatori; la piattaforma assicura il perfezionamento della transazione e trasferisce i fondi alla banca del commerciante. Le carte di pagamento svolgono un ruolo fondamentale nel Mercato unico, sia per i pagamenti domestici che per quelli transfrontalieri e quelli on line. I consumatori e le imprese europee effettuano mediante le carte la metà circa dei pagamenti non in contanti. Quando il consumatore utilizza una carta di debito o di credito in un negozio, sia fisico che on line, la banca del commerciante paga una commissione alla banca del titolare della carta. La prima banca passa questa commissione al commerciante, che la include, come ogni altro costo, nei prezzi finali al pubblico, quindi, in ultima analisi, il relativo costo viene sostenuto anche da coloro che non utilizzano la carta.

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