Di Maio accerchiato, le “purghe” scuotono il M5S: l’ira di De Falco

martedì 1 gennaio 17:47 - di Adriana De Conto

Nonostante le foto spavalde sulla neve con Di Battista e le dichiarazioni spavalde (“nessuno è indispensabile” ), le “purghe di fine anno di Di Maio scuotono dalle fondamenta il M5S. Il Collegio dei Probiviri – il “tribunale” grillino – ha infatti espulso alla scadere del 2018 quattro “dissidenti” che sia nel Parlamento italiano che nell’ Europarlamento si sono distinti per avere criticato il governo. Sono stati espulsi, quindi, i senatori Gregorio De Falco e Saverio De Bonis e gli europarlamentari Giulia Moi e Marco Valli per “reiterate violazioni dello statuto”.

De Falco: “Deriva illiberale”

“Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile”, aveva dichiarato Luigi D Maio rivendicando i provvedimenti “duri e giusti”, “E se ci sono altri senatori o deputati che non intendono più sostenere il contratto di governo, per quanto mi riguarda sono fuori dal MoVimento, anche a costo di andarcene tutti a casa Il rispetto degli elettori viene prima di tutto”.

Ora però inizia l’assedio per Di Maio. Gli espulsi non ci stanno e stanno spifferando tutte le contraddizioni del Movimento. Inizia a parlare Gregorio De Falco che in un’intervista all’Huffington Post, lancia accuse pesantissime al M5s. L’ormai ex senatore a tutti noto per avere urlato a Schettino di “tornare a bordo” e che si è astenuto nel voto sulla manovra – ha vuotato il sacco: “Non mi aspettavo di essere espulso. Credevo che nel Movimento ci fosse uno spazio di democrazia che deve esserci in ogni partito politico, come afferma l’articolo 49 della Costituzione”, ha detto De Falco. “La mia colpa? Avere espresso un’opinione in occasione del ‘decreto sicurezza’ e ho votato secondo coscienza in quel caso. Cosa che si è ripetuta durante la legge di Bilancio: nessuno di noi in Senato aveva alcuna cognizione sul contenuto della manovra e dunque non potevo che astenermi”. Secondo De Falco, nel M5s “è in atto una deriva illiberale. “Ho condiviso e condivido ancora tutte le finalità e gli ideali del Movimento. Tra i quali senz’altro c’era anche la democrazia”.

Infine, ai microfoni di SkyTg24, la bordata finale: “All’interno del Movimento è difficile parlare di politica. Un partito politico deve essere un luogo in cui si parla liberamente di politica e prima di andare ad esprimere una posizione di sintesi occorre confrontarsi”. Un qualcosa che nel M5s è pura utopia.

Guerra a Di Maio

Ma anche altri nel M5S Stanno dichiarando guerra a Di Maio. Si tratta di Elena Fattori sulla quale pende ancora la spada di Damocle dei probiviri. Non è ancora stata espulsa, non si sa se lo sarà, ma avverte comunque, intervistata dall’Huffington Post, che darà del filo da torcere. L’esponente del M%S, che con Paola Nugnes rappresenta la spina nel franco del capo grillino esprime una critica feroce: “Non mi aspettavo le espulsioni a Capodanno, sono di cattivo gusto. Insomma, hanno deciso di rompere le scatole alla gente in un giorno di festa”. Se verrà espulsa, giura, farà ricorso: “Il Movimento 5 stelle è la mia casa politica e ho ancora tante battaglie da portare avanti. Quindi se decidono di espellermi mi rivolgerò al mio avvocato e mi opporrò. Non mi butteranno fuori tanto facilmente”. L’ anno inizia decisamente in salita per Di Maio. Per questo la fretta nel coniare un altro slogan ad effetto ad inizio 2019 ad uso e consumo della base grillina: “Taglieremo gli stipendi ai parlamentari”.

 

 

 

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