Legittima difesa, pasticcio alla Camera: la legge torna al Senato. Sospetto boicottaggio del M5S

giovedì 24 gennaio 20:44 - di Mariano Folgori

Pasticcio alla Camera sulla legge che riforma l’istituto della legittima difesa. Il testo torna al Senato per un “errore tecnico”. Ma c’è chi sospetta il boicottaggio da parte dei parlamentari pentastellati, che sono divisi sul provvedimento voluto da Salvini e dalla Lega. Che cosa è successo? Che giunti all’approdo finale, col testo già votato in commissione dopo aver respinto un’ottantina di emendamenti, ecco che la Commissione Bilancio della Camera, chiamata a dare il via libera sulla copertura finanziaria, si accorge che nel testo c’è un riferimento a 98.490 euro destinati a coprire il 2018. Una semplice svista ? La cifra era infatti già presente al Senato che ha votato sulla legittima difesa il 24 ottobre 2018. Oggi, sempre in commissione Giustizia, l’errore è stato emendato dai relatori. Ma  il testo  dovrà tornare  al Senato per una nuova e definitiva lettura. E potrebbe scaturirne una nuova “palude”.

Turri, relatore della legge: «No alle dietrologie grossolane»

La Lega getta comunque acqua sul fuoco.  “Si tratta di dietrologie grossolane”, assicura all’AdnKronos il relatore della legge e capogruppo leghista in Commissione Giustizia Roberto Turri, negando qualsiasi ipotesi di imboscata da parte dei Cinque Stelle. “Aver inserito la data del 2018” relativamente alla copertura per i patrocini, pari a 98.490, prevista nella norma “è frutto o di un errore oppure semplicemente si pensava di approvare la legge entro l’anno scorso”. “È per corregge questo che ho dovuto fare l’emendamento che recepiva pari pari le condizioni del Bilancio”, conclude Turri. Staremo a  vedere

 

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