La credono deceduta e si risveglia nella cella frigorifera dell’obitorio: e muore davvero

martedì 15 gennaio 13:12 - di Redazione

Aveva bevuto fino a stordirsi: riducendosi in un tale stato di ubriachezza da risultare addirittura morta a fine serata quando, chiamati i soccorsi, i familiari si sono sentiti annunciare ufficialmente il decesso della congiunta. Che in realtà, però, aveva solo perso i sensi a causa dell’abuso di alcool nel corso della serata. Un tragico errore costato la vita alla donna: questa volta davvero purtroppo…

Sviene per abuso di alcool: un poliziotto crede morta e la porta in obitorio

Un clamoroso, terribile errore, quello riferito dai media russi e ripreso tra diversi siti anche da noi, che ha anticipato il tragico epilogo di una serata, cominciata alzando i calici in famiglia, e finita in un obitorio cittadino dove è stato portato quello che, in un primo momento, era solo il “presunto cadavere” della vittima, una donna russa di 62 anni.  Già, perché la signora non era in realtà (ancora) deceduta, ma solo semplicemente svenuta e giudicata erroneamente deceduta da un agente di polizia che, peraltro, disattendendo al protocollo, sulla base della sua erronea convinzione non ha provveduto neppure a chiamare un’ambulanza, limitandosi a redigere frettolosamente il certificato di decesso. Peccato che la donna, tutt’altro che spirata nei fumi dell’alcol, si sia svegliata in una cella frigorifera dove, qualche ora dopo, è venuta meno: questa volta davvero, in seguito a ipotermia e a un attacco cardiaco provocato dalle rigide temperature dell’obitorio. Insomma, l’alcol non l’ha uccisa, ma il freddo dell’obitorio in cui si è risvegliata sì, e per questo i familiari della donna ora gridano all’orrore e invocano giustizia. Giustizia che arriverà al termine delle indagini aperte dalla polizia sull’incredibile caso e alla ricerca del poliziotto responsabile di una morte assurda e francamente evitabile…

 

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