Inferno di fuoco a Nairobi: le immagini dell’attacco terroristico (video)

martedì 15 gennaio 19:17 - di Laura Ferrari

Assalto a colpi di arma da fuoco attorno all’hotel di lusso DusitD2 a Nairobi, nel quartiere residenziale di Westland. Nell’attacco sono morte almeno tre persone, mentre all’interno dell’hotel ci sono tuttora numerosi ostaggi, rinchiusi nelle loro stanze.

Un kamikaze si fa esplodere nella hall dell’albergo

Nel corso dell’attacco terrorista all’hotel Dusit, un kamikaze si è fatto esplodere nel foyer dell’albergo. Lo ha detto ai giornalisti il capo della polizia Joseph Boinnet, aggiungendo che sei dei sette piani dell’albergo sono stati messi in sicurezza.  “L’attacco coordinato”, ha aggiunto, è iniziato alle 15 ore locale.

al Shabab: il gruppo terroristico islamico

Un attentato rivendicato dai jihadisti somali. In una telefonata alla Bbc, un portavoce degli al Shabaab somali ha rivendicato la responsabilità “dell’operazione in corso a Nairobi”, a nome del gruppo terrorista islamico. L’azione avviene nel giorno del terzo anniversario di un altro attacco compiuto dal gruppo islamista somalo, quello contro la base militare di El Adde in Somalia, in cui furono uccisi decine di soldati kenioti.

Gli ostaggi di Nairobi rinchiusi in hotel, ma in diretta sui Social

Alcune delle persone presenti nell’hotel al momento dell’attacco si sono nascoste in bagno e hanno iniziato a inviare una serie di messaggi via Twitter: “Siamo sotto attacco, aiutateci” scrive il consulente di comunicazione Ron Ng’eno. “Sono al numero 14 di Riverside Drive, sono nascosto in un bagno e siamo sotto attacco” aggiunge, indicando nel messaggio l’indirizzo dell’albergo. “C’è stata una potente esplosione e poi colpi d’arma da fuoco”, scrive ancora, chiedendo aiuto in maniera diretta all’ambasciata degli Stati Uniti. “Se muoio, amo il Signore e credo che andrò in paradiso. Per favore, dite alla mia famiglia che la amo. Vi amo Caleb, Mark e Carol”, dice ancora, prima di aggiungere: “Siamo ancora in bagno, colpi d’arma da fuoco nell’edificio. Per favore, pregate per noi”. Infine, un ultimo tweet: “La batteria del telefono è quasi scarica. Per favore, pregate”.

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