In Rai lezioni di “trans” e cambio sesso ai bambini, Luxuria nella bufera. «Devono sapere…» (video)

lunedì 21 gennaio 11:52 - di Monica Pucci

La trasmissione “Alla lavagna“, già finita nella bufera, era stata spostata in fascia protetta ma neanche questo ha impedito che l’ennesimo show di Vladimir Luxuria si trasformasse in un’altra pagina nera della tv di Stato italiana. Il transgender-presentatore, l’altra sera, era in classe a dare lezioni ai bambini su come come si cambia sesso, con il racconto della sua storia personale e la favola finale sull'”uccello che si libera della sua gabbia”, guarda caso, la metafora ornitologica. Alla classe composta da bambini tra i 9 e i 12 anni, Vladimir Luxuria ha fatto la sua lezioncina parlando della scoperta di essere omosessuale: «Era un maschio ed è voluta diventare femmina, vero?», ha chiesto una banbina a Luxuria, la quale ha spiegato anche l’origine del suo nome d’arte,”perché io sono lussureggiante, una persona che ama la vita in tutti i tempi”. Poi è andato nel dettaglio della sua svolta trans: «Io quando sono nato ero un maschietto ma non ero contento di essere maschietto, sentivo dentro di me di essere una bambina, mi piaceva giocare con le bambole, sentire i profumi femminili che usava mia mamma in bagno, e quindi tutte le volte che mi guardavo allo specchio avevo un’immagine dentro di me che era diversa da quello che ero. Per un periodo – ha proseguito – ho cercato di cambiare pensando che ero sbagliata io, ma stavo diventando un bambino molto triste e malinconico. Quindi ad un certo punto ho fatto una scelta. Questa bambina che stava dentro di me per me era come una principessa chiusa nel castello, io la dovevo liberare. Ma non veniva nessun principe a liberare questa principessa, la dovevo liberare io, così un giorno ho deciso di confessarmi a tutti, a miei compagni di classe e sono diventata quello che sono» Quando mi guardavo allo specchio e aspettavo che mi spuntassero i seni, e invece mi spuntavano i baffi. Quella peluria non mi piaceva, mi piacevano i maschi”. La chiusura è una favoletta sull’uccello dalle piume colorate chiuso in una gabbia liberato da una bambina…

Proteste, telefonate ai centralini, attacchi politici. Ma lei, Luxuria, non si scompone: «Non ho fatto alcuna lezione su come si diventa trans perché anzi ho cercato di spiegare che si nasce gay o trans. Ho parlato soprattuto di bullismo. Ma queste polemiche dimostrano che i bambini sono molto più avanti di certi adulti», spiega. «Questo programma – confessa Luxuria – è stata una delle cose più belle che ho fatto nella mia vita. I bambini erano vigili, curiosi, attenti e pieni di domande. E io, come faccio anche nella vita quotidiana, ho risposto a tutto, sempre con tatto e credo con intelligenza. Anche perché, se non si danno risposte ai bambini, loro ti guardano con diffidenza e cercano risposte altrove, magari sul web, dove possono trovare risposte non proprio raccomandabili», aggiunge l’ex parlamentare, sottolineando che “tutti i genitori dei bambini presenti in trasmissione avevano dato il consenso alla puntata con me e alla fine si sono complimentati per come era andata”. «Eppure – commenta Luxuria – ancora questa mattina ho letto sulla stampa commenti in malafede, che istigano all’omofobia. Ecco: gay o trans si nasce ma omofobi si diventa per le paure che vengono provocate con certi commenti. Quei commenti da cui trapela che, in fondo, se sei gay o trans ti meriti una vita infelice e magari pure gli insulti o le botte», dice Luxuria invitando chi avesse dei dubbi ad andare su RaiPlay a rivedere la puntata. «Speravo – conclude – che fosse sufficiente lo spostamento della puntata dalle 20.20 alle 22.25 ma per alcuni non è bastato. Però io sono ottimista, perché se i bambini con cui ho parlato sono il futuro, forse posso sperare in mondo migliore». I bambini, ovviamente, si sono spellati le mani a ogni frase della Luxuria, con tanto di voti finali con le palette degli smile. Un copione scritto per fare apparire tutto naturale, spontaneo, anche argomenti che alla loro età non è giusto affrontare come se il cambio di sesso fosse un’opzione normale della vita, come se al primo dubbio si debba “volare” dal chirurgo, come se il bullismo c’entri solo con l’omofobia e non nasca anche da tanti altri pregiudizi, di cui è giusto parlare a scuola ma con lezioni anche di sessualità non necessariamente estrema.

Qui la favola dell’uccellino
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