“Il preside è gay”. E lui non cancella la scritta sul muro. Per l’Arcigay è un eroe

lunedì 21 gennaio 16:06 - di Alessandra Danieli

“Il preside è gay”. È la scritta a bomboletta comparsa sui muri del liceo Oriani di Ravenna, protagonista della cronaca di questi giorni per la reazione, più che composta, del dirigente scolastico, Gianluca Dradi, che si è rifiutato di cancellarla. Volevano insultarmi ma i giudizi sugli “orientamenti esistenziali” non sono mai un insulto: questa la tesi del preside che ha annunciato che non intende ripulire il muro perché  quelle parole (il preside è gay) restino come “pietra d’inciampo” per l’intelligenza umana,  anche nella speranza che l’autore, probabilmente uno studente che intendeva fare una bravata, possa uscire allo scoperto. La notizia ha avuto un’enorme diffusione su scala nazionale (continua a passare su Sky tg24 tra le notizie del giorno) con una visibilità forse eccessiva, che rischia di trasformarsi in un boomerang: denunciare con tanta fogs da parte dei media la scritta, additandola come una minaccia omofoba potrebbe generare reazioni contrarie, emulazioni, e alimentare un fenomeno deprecabile come quello dell’omofobia e della discriminazione sessuale.

“Il preside è gay”, ma non è un insulto

Il messaggio educativo del preside del liceo emiliano ha destato un tam tam di reazioni sui social. Dradi è stato sommerso di messaggi, tutti positivi. «Mi sono arrivati anche da parte di studenti ed ex studenti – ha raccontato – ho smesso di guardare Facebook perché avevo troppi commenti e richieste di amicizia». L’autore della scritta però non si è presentato: «Quello era l’obiettivo massimo, difficile da raggiungere in così poco tempo». Tanto è bastato per fare del direttore scolastico una sorta di eroe da parte dell’arcigay di Ravenna. «Si è fatto scudo umano per tutte quelle persone che subiscono discriminazioni e atti di bullismo omofobo. Si tratta – secondo l’associazione –non solo di una lezione per chi ha deciso di vandalizzare un bene pubblico con quella scritta, ma anche di un modo di mettersi dalla parte delle tante persone ferite dall’uso improprio della parola “gay’” “lesbica” e di tutte le altre declinazioni offensive che gli si può dare».

Commenti

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  • valerie 22 gennaio 2019

    Pagliacciata preparata a tavolino. Come sempre ‘bravo’ al preside e a chi l’ha preparata e ‘coglione’ a chi abbocca.

  • Leonardo Corso 22 gennaio 2019

    non si capisce piu nienteire su rai 3 ho visto il degrado dell’italia con luxuria , ma basta se questo persona vuole vivere cosi è un problema sua ma non deve inculcare cose sbagliate ai bambini. La prossima che generazione sarà? Mio Dio aiutaci e liberaci da questo peccato. è una cosa abbominevole.Dovè più la famiglia? Che Dio ha Creato tra uomo e donna?.

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