Ict, gli italiani non temono l’intelligenza artificiale: ma è allarme sulle competenze digitali

mercoledì 30 gennaio 14:36 - di Redazione

Intelligenza artificiale? Sì, grazie. Secondo l’ultima edizione trimestrale sul mondo del lavoro condotta dal Randstad Workmonitor,  leader mondiale nei servizi per le risorse umane, gli italiani non solo non temono l’intelligenza artificiale, ma la considerano  un’opportunità. Due terzi dei dipendenti, infatti, ritiene che automazione, robotica e intelligenza artificiale influenzeranno positivamente il proprio lavoro nei prossimi cinque o dieci anni e l’80 per cento considera positivamente il crescente impatto della tecnologia sul mondo del lavoro. Ma la percezione cambia se si analizzano le competenze richieste dalla digitalizzazione del lavoro: gli italiani sono i primi a livello globale a sentirsi obbligati a sviluppare le proprie capacità per tenere il passo con i progressi digitali e l’87 sente il bisogno di acquisire sempre nuove competenze digitali per mantenersi competitivi sul mercato. L’analisi di Randstad è stata condotta in 34 Paesi del mondo su un campione di 405 lavoratori di età compresa fra 18 e 67 anni per ogni nazione, che lavorano almeno 24 ore alla settimana e percepiscono un compenso economico per questa attività.

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