Ho sentito urla strazianti: la testimonianza sull’omicidio della donna trucidata e carbonizzata a Gorlago

martedì 22 gennaio 11:21 - di Greta Paolucci

«Ho sentito urla strazianti»: nelle indagini sull’omicidio di Stefania Crotti, trucidata e carbonizzata a Gorlago dall’ex amante del marito, irrompe la testimonianza choc di una badante straniera che rivela: ero sul terrazzo e «ho sentito urla strazianti». E allora, una donna brutalmente uccisa dopo essere stata trucidata, e poi il suo corpo dato alle fiamme. Una famiglia distrutta, una piccola comunità – quella del paesino di Gorlago, nella Bergamasca – scioccata e incredula. E, via via che passano i giorni dal ritrovamento del corpo della vittima, Stefania Crotti, e dal fermo della sua carnefice, Chiara Alessandri – l’ex amante del marito che l’ha attirata nella trappola mortale e poi uccisa – in attesa dell’autopsia disposta dalle autorità, arriva il racconto della badante polacca che lavora nella villa accanto: e la vicenda svela nuovi, inquietanti particolari…

Ho sentito urla strazianti: l’inquietante testimonianza di una badante straniera…

Particolari che aggiornano il caso dell’omicidio di Stefania Crotti – eseguito dall’assassina a colpi di martello e pinza – all’orrore delle ultime acquisizioni dell’inchiesta arrivate dalla testimonianza di una badante polacca al lavoro  in un’abitazione di fronte alla scena del crimine. «Sono uscita sul balcone per ritirare i panni», ha raccontato la donna e riferisce nel dettaglio, tra gli altri, Il Giornale, «ed era già buio: saranno state le quattro e mezza. Ho sentito un urlo straziante, penso fosse proprio di una donna». Un grido «stridulo» che, sempre a detta della ricostruzione giornalistica citata, «ha risuonato in tutta la zona residenziale, tanto che l’avrebbe sentito anche un’altra signora». L’ultimo respiro, l’ultimo grido di dolore prima della morte della povera vittima. Forse l’ultima, disperata richiesta d’aiuto. Tutto inutile: Stefania morirà pochi secondi dopo, e il suo corpo verrà carbonizzato, nella speranza – risultata vana – della sua omicida di renderne difficile l’identificazione. Una donna dal profilo enigmatico, la Alessandri, che oggi affronterà l’interrogatorio di garanzia ma sulla quale gli inquirenti hanno acquisito già una incrollabile certezza: ha attuato il suo spietato piano omicida con fredda determinazione e ordito la trama della trappola con cui ha ingannato la sua vittima con spietata fermezza.

La trappola mortale ordita con spietata determinazione

Secondo gli inquirenti al lavoro sul caso, infatti, la Alessandri avrebbe preparato una rosa rossa e un biglietto con su scritto «Ti amo», che un imprenditore suo conoscente avrebbe dovuto consegnare a Stefania, col preciso intento di far credere alla sua vittima che il marito volesse farle una sorpresa. «Vieni con me in un posto segreto, ti devo bendare», le avrebbe detto l’uomo, che ignaro di tutto si sarebbe limitato semplicemente a seguire le precise istruzioni ricevute dalla Alessandri. La vittima, infatti, si era riconciliata col marito Stefano Del Bello da pochi mesi, dopo un periodo di crisi profonda: molto probabilmente solo per questo motivo Stefania accetta di salire sul furgone di uno sconosciuto e di andare dove l’uomo la sta portando. Cioè nel garage della ex amante del marito dove la trappola mortale si sarebbe compiuta. Eppure, l’avvocato della Alessandri continua a ripetere che la sua assistita «non aveva intenzione di uccidere», spiegando che la donna avrebbe detto «che l’incontro tra le due c’è stato perché Chiara Alessandri voleva chiarire i rapporti con Stefania Crotti». Ma nella comunità di Gorlago, sconvolta per quanto accaduto, sono in pochi a credere a questa versione dei fatti…

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