Gasparri: «Sconcertante il ministro Trenta sull’Afghanistan, dilettanti allo sbaraglio»

mercoledì 30 gennaio 12:51 - di Fabio Marinangeli

Dilettanti allo sbaraglio, è questa la squadra del M5S al governo. E lo dimostrano ogni giorno. «È sconcertante che il ministro della Difesa, annunciando il ritiro delle nostre truppe dall’Afghanistan ritenga non necessario parlarne con il ministro degli Esteri. E di che cosa dovrebbe occuparsi un ministro degli Esteri se non di linee guida e di azione del nostro Paese nel mondo, anche attraverso la presenza militare?». Ad affermarlo è Maurizio Gasparri (FI). «Per non dire poi del Parlamento, che mentre si discute proprio di missioni militari all’estero viene ignorato e scavalcato da annunci propagandistici. Tutto si può valutare, ma nelle sedi e con i modi adeguati».

Gasparri: non c’è chiarezza sull’Afghanistan

«Tra l’altro – aggiunge Gasparri – non c’è nessuna chiarezza su quello che potrebbe succedere in Afghanistan dopo il ritiro delle truppe che, a seguito delle tragedie del 2001, sono intervenute in quel Paese cercando di sostenere un difficile e tutt’altro che consolidato cammino verso la democrazia e la libertà. L’atteggiamento del ministro Trenta nei confronti degli altri colleghi di governo, ma questo è affar loro, e soprattutto nei confronti del Parlamento, e questo è affar nostro e dell’Italia intera, è veramente temerario. Non si trattano con questa arroganza e con questa superficialità temi di grande delicatezza. Dei quali chiediamo si discuta immediatamente in Parlamento».

«E su Maduro hanno la testa sotto la sabbia»

«Questo governo – prosegue Gasparri – mette la testa sotto la sabbia di fronte al dittatore Maduro perché ai grillini piace e ad altri no. Sull’Afghanistan annuncia fatti compiuti senza neppure discuterne all’interno dell’esecutivo e men che mai con il Parlamento. Sui può gestire così il ruolo di un grande Paese come l’Italia nel contesto internazionale? Crediamo proprio di no. Ed esigiamo un confronto immediato che già in queste ore chiederemo nelle sedi competenti”, conclude il senatore azzurro».

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