Frustata e presa a testate: la denuncia di Giulia, sergente dell’Aeronautica

mercoledì 16 gennaio 11:00 - di Elsa Corsini

Raccapricciante caso di nonnismo in una Scuola di volo dell’Aeronautica di Latina nei confronti di una donna, una giovane sergente veneziana. «Sono stata presa a frustate, a botte e a testate», ha denunciato alla Procura militare di Roma la ventenne Giulia Jasmine Shiff, mezzofondista della nazionale. Una sorta di “battesimo del volo”, come riporta il Corriere della Sera, sul quale il pm Antonella Masala ha aperto un fascicolo che vede già diversi indagati.

Tutto inizia lo scorso gennaio quando Giulia vince il concorso per l’ammissione di dieci allievi ufficiali di complemento dell’Aeronautica per ottenere il brevetto di pilota militare. Quarta classificata su quasi duemila iscritti, passione per l’atletica leggera e per il volo con il mito delle Frecce Tricolori, Giulia frequenta l‘Accademia a Pozzuoli per poi approdare alla prestigiosa Scuola di volo di Latina (unica scuola di volo nazionale), dove si consuma il dramma. Il corso si chiude con una prova da solista che, se superata, porta al tradizionale “battesimo del volo”. Questa volta decisamente sopra le righe e oltre qualsiasi tradizione goliardica. I commilitoni usano gettare l’aspirante pilota, uomini e donne, nella piscina del pinguino, stesso trattamente viene “riservato” a  Giulia, malgrado si dice tenacemente contraria, che viene sbattuta contro l’ala a mo’ di ariete.

In un primo tempo la giovane sergente, temendo forse di non arrivare al sospirato brevetto, non denuncia nulla e si limita a parlarne, da quel momento però viene punita per qualsiasi cosa fino all’espulsione dall’Accademia il 6 settembre con la motivazione formale di «insufficiente attitudine militare». A questo punto la Shiff decide di andare dai magistrati: si presenta alla Procura militare di Roma denunciando gli atti di nonnismo subìti con video e fotografie. Dopo l’assurda espulsione il legale di Giulia si limita a commentare: «Nei fatti di Latina c’è stata una carenza dell’istituzione a capire la progressiva emarginazione di Giulia, che ha cercato invano un canale di dialogo e ha avuto un crollo emotivo, altro non posso dire». Ora il boccino è nelle mani della Procura militare.
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