Francia, sondaggio choc: la fiducia in Macron è crollata al 23 per cento

venerdì 11 gennaio 17:56 - di Redazione

Più si tira su, più precipita giù. Ha quasi dell’inspiegabile la caduta libera, anzi il crollo vero e proprio registrato nei sondaggi di fiducia da Emmanuel Macron, il presidente dei francesi. Certo, non sarà tutta colpa sua, ma è un dato di fatto ormai consolidato la sfiducia che i suoi connazionali nutrono verso la politica, le istituzioni e..l lo stesso Macron. L’ultima rilevazione in ordine di tempo, effettuata fra il 13 e il 24 dicembre, in piena crisi dei gilet gialli, su un campione rappresentativo di 2116 francesi e pubblicata dal quotidiano Le Figaro, è quella annuale del Cevipof (Centro studi della vita politica)-Opinionway, secondo il quale solo il 23 per cento dei francesi ha fiducia nel presidente. Addirittura 13 punti in meno rispetto all’anno scorso.

Lo rivela un’indagine del Cevipof

Va leggermente meglio, ma con un calo rispetto al 2017 di ben 11 punti, il primo ministro Edouard Philippe: per lui il tasso di fiducia si attesta al 25 per cento. Ma è tutta la politica a non piacere ai francesi: al 37 per cento ispira sfiducia, al 32 disgusto, all’8 noia, e al 4 persino paura. E lo stato d’animo dei cittadini non va meglio: il 32 per cento esprime stanchezza, il 31 tetraggine e il 29 sfiducia. Il tasso di fiducia è basso nei confronti dei partiti (9 per cento), dei media (23) e dei sindacati (27), mentre rimane alto nei confronti di ospedali (78), piccole e medie imprese (78), esercito (74), polizia (74) e scuola (69).

Macron è il più impopolare di tutti

Quanto ai politici, il livello di fiducia è proporzionale alla vicinanza al territorio. Aumenta di 3 punti per i sindaci, arrivando al 58 per cento, mentre cala per tutti gli altri. La fiducia per i consiglieri dipartimentali è al 38 per cento (-2) per i deputati al 31 (-4). Non solo Macron, insomma. Una situazione che rende la crisi di fiducia francese molto simile a quella che determinò la fine della cosiddetta Quarta Repubblica. L’unica differenza è che ora non s’intravede nessun De Gaulle. E scusate se è poco.

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