Etruria, chieste 13 condanne per le truffe delle obbligazioni subordinate rifilate ai risparmiatori

lunedì 21 gennaio 18:43 - di Redazione
Banca Etruria

Pressarono i direttori delle filiali di Etruria a vendere le obbligazioni subordinate dell’Istituto di credito aretino a un pubblico indistinto facendo perdere ai risparmiatori tantissimi soldi e, per questo, il pm della Procura di Arezzo, Julia Maggiore, titolare dell’inchiesta su Banca Etruria per il filone relativo alla truffa, ha chiesto, durante la requisitoria pronunciata nel processo in corso davanti al Tribunale di Arezzo, la condanna per 13 persone tra ex-dirigenti e funzionari dell’istituto di credito aretino.

Il magistrato ha chiesto condanne a 3 anni e 800 euro di multa per i dirigenti di Banca Etruria, Luca Scassellati, responsabile della direzione territoriale di Arezzo, e Federico Baiocchi Silvestri, Direttore dell’area mercato, a 2 anni e mezzo e 700 euro di multa per Samuele Fedeli e Luigi Fantacchiotti, coordinatori della zona di Arezzo, tutti e quattro imputati per istigazione alla truffa proprio per le pressioni esercitate sui direttori delle filiali in maniera da indurli a vendere le obbligazioni subordinate a un pubblico che non era a conoscenza dei rischi reali a cui andava incontro.

Secondo i magistrati aretini vi furono riunioni per convincere i direttori delle filiali a spingere la vendita delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria «prescindendo dal corretto profilo di rischio».

Per gli altri nove, accusati di truffa aggravata, la richiesta è stata di un anno e mezzo di reclusione e 600 euro di multa.
Chiesta invece l’assoluzione per un quinto dirigente Paolo Mencarellicapo del Dipartimento Private, dal momento che la truffa era stata denunciata da un ingegnere aretino che aveva perduto nella risoluzione della banca mezzo milione di euro.
Il professionista ha poi ritrattato in aula, ammettendo che la firma sul documento di acquisto delle subordinate era, effettivamente, la sua.

Addirittura, secondo la ricostruzione dei magistrati dell’accusa, Banca Etruria aveva creato una sorta di classifica interna dei dirigenti più bravi a spacciare i bond dell’Istituto di credito, classifica che veniva continuamente aggiornata nella gara a chi riusciva a convincere più clienti e a raccogliere più soldi vendendo le obbligazioni subordinate.

Commenti

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  • Mauro Collavini 23 gennaio 2019

    Finalmente un magistrato che lavora e condanna; Le multe però le avrei aumentate del 100.000 X 100, praticamente ci avre aggiunto 3 zeri.

  • Luigi Antonio Ciannilli 22 gennaio 2019

    E ovviamente i componenti del/dei Cda succedutisi non sapevano nulla. E chi creò allora <>? – Un’azionista ‘cassettista’ “truffato CARIFE”

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