È morto l’ex senatore Erminio “Obelix” Boso: era stato tra i fondatori della Lega

venerdì 11 gennaio 14:40 - di Carlo Marini

«La scomparsa di Erminio “Obelix” Boso è un fulmine a ciel sereno per chi come me lo conosceva bene. L’avevo incontrato durante l’ultima campagna elettorale, che aveva incoronato Maurizio Fugatti, suo pupillo da sempre, a presidente della Provincia di Trento». Così Luca Zaia sulla scomparsa di Erminio Boso, ex senatore e tra gli esponenti della Lega della prima ora. «I suoi messaggi, quando apprezzava particolarmente qualche iniziativa della Regione, erano precisi e puntuali, e ci incoraggiavano nel nostro lavoro – rileva il governatore del Veneto – Era un personaggio silente ma non assente, che sapeva parlare nel momento giusto, con i tempi, la convinzione, la determinazione e le caratteristiche tipiche delle genti di montagna. Boso rappresentava lo spirito della Lega della prima ora, e si era sempre battuto per un Trentino leghista: un sogno che ha fatto a tempo a realizzare». «Ciao Erminio – conclude Zaia -, ricorderemo sempre l’esempio del tuo lavoro nel movimento e sul territorio».

Boso, senatore ed europarlamentare storico della Lega

Boso, morto per un infarto la notte scorsa a 73 anni, era tra i fondatori della Lega Nord in Trentino e ha ricoperto il ruolo di senatore della Repubblica per il Carroccio nella XI e XII Legislatura, dal 1992 al 1996. Nel 1998 e nel 2003 è stato eletto al Consiglio della Provincia Autonoma di Trento. Era stato anche europarlamentare.

Calderoli: “Se ne va un pezzo di storia della Lega”

«Con Erminio Boso se ne va un pezzo di storia della Lega, insieme a tanti ricordi», dichiara il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli. «Piango un amico, un vecchio amico – aggiunge -, un compagno di tante battaglie politiche e di tanti momenti vissuti insieme». Calderoli ricorda l’ex senatore come «un alfiere nelle battaglie per l’autonomia, ha sempre lottato per le ragioni del suo Trentino, del suo popolo e delle sue montagne, magari a volte esagerando nei toni, ma è sempre stato un uomo generoso e di grande cuore. Lo avevo incontrato pochi giorni fa, sabato scorso, quando mi ha accompagnato nel mio giro di incontri in Trentino, per parlare di autonomia e di altri aspetti istituzionali: fino all’ultimo ha lavorato per la sua gente!».

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