Don Biancalani la spunta al Consiglio di Stato: continuerà ad accogliere migranti (e a portarli in piscina)

giovedì 24 gennaio 16:27 - di Chiara Volpi

Nel braccio di ferro tra il prete pro-migranti, Don Biancalani, e il Viminale, al momento sembra spuntarla ed avere la meglio il sacerdote del centro d’accoglienza parrocchiale di Vicofaro al centro del contendere: un contenzioso su cui ora i giudici hanno respinto il ricorso del ministero.

Il Consiglio di Stato dà ragione a Don Biancalani: continuerà ad accogliere

Dunque, Don Massimo Biancalani potrà continuare ad accogliere migranti e senza fissa dimora nella parrocchia pistoiese di Vicofaro. Il Viminale aveva presentato ricorso al Consiglio di Stato dopo che il Tribunale amministrativo regionale della Toscana, il 15 novembre scorso, aveva accolto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza dell’11 settembre con cui il Comune di Pistoia vietava l’accoglienza dei migranti nella parrocchia di Vicofaro. Ora, però, i giudici del Consiglio di Stato hanno ritenuto «opportuno lasciare la situazione inalterata sino alla decisione» del Tar della Toscana «nel bilanciamento dei contrapposti interessi». Il Tar, nell’accogliere la richiesta di sospensiva presentata dall’avvocato Umberto Buiani, legale della parrocchia di Vicofaro, aveva parlato di «fondatezza del ricorso» e di «genericità e mancanza di proporzionalità della misura adottata» nell’ordinanza comunale, che imponeva di «cessare l’attività di accoglienza di persone comunitarie ed extracomunitarie» a Vicofaro. Il Tar, tuttavia, aveva specificato che la propria decisione riguardava solo l’attività relativa al centro di accoglienza ufficiale e non quella fuori progetto.

Si riapre il fronte con il Viminale: a Salvini toccherà… resistere

E resistere, allora, tocca un po’ a tutti: a partire dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, paziente antagonista di Don Biancalani che, come noto, in passato contro il suo avversario non si è risparmiato nel lanciare strali, fulmini e saette. Anche per questo non stupisce la decisione del Viminale di andare in fondo, almeno quanto non sorprende la scelta maturata dai giudici del Consiglio di Stato che «hanno ritenuto opportuno lasciare la situazione inalterata sino alla decisione del Tar della «Toscana nel bilanciamento dei contrapposti interessi». Insomma, tutto da rifare per il Viminale: Don Biancalani incassa la vittoria e riapre il fronte di battaglia con il ministro dell’Interno, chiamato, lui sì, davvero, a resistere. Ancora.

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