Detenuto tunisino col coltello in tasca: era pronto a uccidere il Vescovo

martedì 22 gennaio 9:34 - di Gabriele Alberti

Sono state riscontrate possibili implicazioni terroristiche per un detenuto tunisino che stava per incontrare l’Arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo insieme agli altri detenuti, quando gli è stato trovato con un coltello rudimentale in tasca. Sarebbe stato pronto ad usarlo se non fosse  stato fermato dalla Polizia Penitenziaria poco prima dell’incontro tra il prelato e i carcerati. Come spiega Adnkronos, «il detenuto, un tunisino, fino a quel momento non monitorato per rischio radicalizzazione, è stato prontamente neutralizzato dall’intervento degli uomini agli ordini del Comandante dell’istituto Marco Piersigilli, insospettiti dalla richiesta di poter partecipare all’incontro con l’alto prelato».

Il tunisino a rischio radicalizzazione

Con tale richiesta il tunisino non ha potuto evitare i controlli da parte degli agenti della Penitenziaria. Ha tentato di sottrarsi, ma gli agenti lo hanno bloccato ed è stato in questo momento che è stato scoperto il coltello rudimentale realizzato con il manico di un rasoio e una lametta incastonata nella testa.

«Pericoloso e aggressivo»

Il detenuto tunisino verrà presto trasferito ad altro istituto, come previsto per i detenuti «pericolosi e aggressivi», come ha dichiarato il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Francesco Basentini. «Ho espresso al Comandante dell’istituto spoletino e ai suoi uomini la mia profonda gratitudine per aver probabilmente sventato, con grande prontezza, un evento gravissimo e dalle possibili implicazioni terroristiche».

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