“Corleone by Lucia Riina”: a Parigi spunta il ristorantino della figlia del boss

martedì 8 gennaio 15:23 - di Redazione
Corleone by Lucia Riina ristorante Paris

Non si può dire che non abbia il senso del marketing e una gran voglia di riscatto Lucia Riina, quart’ultima figlia del boss di Cosa Nostra morto, il 17 novembre scorso, nel reparto detenuti dell’ospedale Maggiore di Parma dove stava scontando i 26 ergastoli ai quali è stato condannato: la trentottenne, che fa la pittrice strizzando l’occhio a Gaughin e alle sue sinuose figure femminili tahitiane, ha annunciato di aver cambiato vita aprendo un ristorantino a Parigi, dove si è trasferita assieme al marito, Vincenzo Bellomo, e alla figlia di 2 anni. E lo ha chiamato “Corleone by Lucia Riina“.

Lucia Riina, che poco più di sei mesi fa aveva polemizzato in un lungo post su Facebook con il Comune di Corleone che le aveva rifiutato il bonus bebè, ipotizzando di chiedere, attraverso il proprio legale, la revoca della cittadinanza italiana al capo dello Stato, scrive “Vita Nuova” sul suo profilo Social assicurando che al “Corleone by Lucia Riina” si può gustare «autentica cucina siciliana-italiana da scoprire in un ambiente elegante e accogliente».

Il ristorante dell’ultimogenita di Totò Riina si trova in Rue Daru al numero 19, una stradina non lontana dall’Arc de Triomphe, ha preso il posto della storica drogheria-ristorante “Daru” che serviva specialità russe come il Gravalaks de saumon accompagné de sa petite sauce o il Saumon fumé, tarama russe, œuf de saumon et caviar osciètre, un piattino da 135 euro, e dovrà vedersela con la concorrenza di altri due ristoranti, sempre sulla stessa via, la Marée e A La Ville de Petrograd, un altro sfarzoso ristorante russo.

Il ristorante di Lucia Riina è intestato alla società per azioni Luvitopace con un capitale sociale di mille euro e il cui presidente è Pierre Duthilleul.
Al numero di telefono del locale risponde un ragazzo e alla richiesta dell’Ansa di parlare con Lucia Riina o con il marito, Vincenzo Bellomo, l’interlocutore si consulta con un’altra persona e poi dice di non poter fornire informazioni.

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