Bestemmia in copertina del giornale tedesco per pubblicizzare la serie tv italiana

lunedì 21 gennaio 15:17 - di Paolo Lami
La copertina di Zitty con la clamorosa bestemmia

Sono passati (evidentemente invano) 41 anni da quella celebre e idiota copertina di “Der Spiegel” con una pistola posata su un piatto di spaghetti fumanti per sintetizzare il binomio mafia=Italia se la stupida e rozza idea che i mangiacrauti continuano ad avere del popolo italiano trova nuova linfa, con un’altra copertina, sempre di una rivista tedesca, ancora più becera e disastrosa: stavolta sulla prima pagina della rivista tedesca Zitty che dovrebbe pubblicizzare  il prossimo sbarco in Germania della serie tv italiana “Rocco Schiavone” campeggia il faccione dell’attore Marco Giallini in stile Clint Eastwood con sigaretta appesa alle labbra che interpreta il burbero commissario e, sotto, per rendere ancor più ruvido il poliziotto italiano, una clamorosa bestemmia: “Porca M……. , en morde!”, ovverossia, “Porca M……. un morto!”. Forse, chissà, volevano scrivere “Porca miseria, un morto!”. Ma sarà sembrato troppo poco incisivo.

Al titolista di Zitty (fondato proprio nel 1977 quando Der Spiegel pubblicava la copertina con pistola e spaghetti) che ha cercato di rendere in maniera plastica ed efficace il carattere un po’ “selvatico” e brusco del commissario Schiavone attingendo rozzamente dalle suggestioni tutte teutoniche quando si parla di italiani e di criminalità è, evidentemente, sfuggita la mano. Ma quello che stupisce ancora di più è che tutta la catena gerarchica della rivista berlinese non si è evidentemente resa conto della clamorosa gaffe che hanno messo online.

Dalle caporedattrici Lydia Brakebusch e Stefanie Dörre fino al vicedirettore, Erik Heier e ai vari redattori a nessuno è venuto in mente che stavano per entrare nella storia del giornalismo dalla porta sbagliata.
Già perché la storia del giornalismo è piena di numerosi e altrettanto clamorosi refusi, soprattutto nei titoli. E, qui, tocca inchinarsi di fronte all’editoriale di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano dal titolo iconico “Che palle” il quale ricostruisce in maniera dettagliata la lunga e imbarazzante serie di incidenti nelle redazioni. 
Ma, finora, nessuno si era spinto con pervicacia tanto in là da pubblicare in copertina una bestemmia così esplicita e rumorosa come ha fatto Zitty per attirare l’attenzione dei suoi lettori tedeschi.

Inutile dire che la faccenda ha fatto il giro del web in un attimo. Con polemiche e accuse feroci contro il giornale berlinese che ha cercato la frase a effetto inciampando nella bestemmia.
Resta da capire come la prenderà il più celebre cittadino tedesco, Joseph Ratzinger. E se al titolista di Zitty basteranno tre Ave Maria e un Padreterno per autoassolversi.

Commenti

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  • Pierpaolo 21 gennaio 2019

    Che dire…… : imprecazioni, maledizioni e bestemmie attirano sventure su chi le proferisce.

    ..come si dice…..e mò sò cavoli loro !

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