Cinghiali in autostrada, un morto e 10 feriti. Ora c’è chi dice: vanno abbattuti

giovedì 3 gennaio 13:01 - di Redazione

Il passaggio di un branco di cinghiali sull’Autosole tra Lodi e Casalpusterlengo ha provocato un grave incidente che ha coinvolto un uomo di 28 anni, che è deceduto, e ha causato il ferimento di 10 persone.
Secondo la ricostruzione della polizia stradale, nell’incidente sono rimaste coinvolte tre macchine che andavano in direzione Sud. La prima ha investito due cinghiali e si è fermata. Una seconda auto arrivata ha investito le carcasse degli animali e poi urtato il veicolo fermo. Il conducente è sceso, probabilmente per chiedere aiuto, ed è stato travolto da una terza vettura, una Polo, che poi si è scontrata con le due auto ferme. Il conducente della Polo è morto sul colpo, la fidanzata di 27 anni è stata trasportata in gravissime condizioni, in codice rosso, all’ospedale di Lodi.

La Coldiretti chiede un piano di abbattimento

“L’escalation dei danni, delle aggressioni e degli incidenti che causano purtroppo anche vittime, è il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero dei cinghiali presenti in Italia che ha superato abbondantemente il milione, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città”, afferma la Coldiretti dopo il grave incidente sull’autostrada A1 in carreggiata Sud, tra Lodi e Casalpusterlengo. Negli ultimi dieci anni “il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato secondo le stime della Coldiretti. La sicurezza nelle aree rurali e urbane è a rischio per il loro proliferare con l’invasione di campi coltivati, centri abitati, strade ed anche autostrade dove rappresentano un grave pericolo per le cose e le persone. Gli animali selvatici distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per un totale di danni stimato in quasi 100 milioni di euro all’anno, senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche vittime. Per la Coldiretti “non è quindi più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione. Ora non ci sono più alibi per intervenire in modo concertato tra ministeri e Regioni ed avviare un piano di abbattimento straordinario senza intralci amministrativi”.

“E’ strano” che un branco di cinghiali sia riuscito ad attraversare la carreggiata “di un’autostrada, strutturalmente dotata di reti di protezione che, se sottoposte a manutenzione, dovrebbero essere efficaci nell’evitare questi eventi. Credo che questo ed altri incidenti debbano servire ad avviare istruttorie precise su come sono fissate queste reti al terreno e anche su cosa succede al ‘rapporto’ di questi animali con i manufatti dell’uomo”. Lo sostiene Enrico Alleva, accademico dei Lincei e presidente della Federazione italiana Scienze della natura e dell’ambiente, il quale spiega anche che i cinghiali sono ormai diventati impavidi e “hanno meno paura, si avventurano, esplorano e provano ad attraversare le strade nelle zone che stanno battendo, ormai anche le autostrade. In quest’ultimo caso, bisognerebbe approfondire il modo in cui le reti di protezione sono costruite e conficcate nel terreno, perché i cinghiali sono sempre di più e circolano in gruppi più consistenti”.

 

Commenti

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  • giancarlo cremonini 3 gennaio 2019

    Ogni anno in Italia muoiono circa tremila persone in incidenti di auto tutti causati dagli umani. Per un solo morto causato da un cinghiale si sta montando un caso di stato. Quanto alla Coldiretti dovrebbero vergognarsi di avere inquinato tutte le falde acquifere con i loro maledetti concimi chimici

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