Ciao “Piedone”, la Roma giallorossa in lutto per la morte di Pedro Manfredini

lunedì 21 gennaio 18:29 - di antonio pannullo

Negli anni Sessanta era un mito a Roma. Pedro Manfredini, attaccante originario dell’Argentina ma di genitori italiani, è morto a Roma dove viveva da molti anni nella zona di Ostia. Manfredini giocò nella Roma dal 1959 al 1965, confermandosi uno dei più forti attaccanti della squadra. Segnò infatti 104 reti in 164 partite, diventando immediatamente il beniamino dei tifosi per il suo carattere aperto, disponibile, latino. Era soprannominato “Piedone”, ma non perché avesse i piedi grandi, ma semplicemente perché una foto dal basso in alto scattata sotto la scaletta dell’aereo gli fecero sembrare i piedi troppo grandi. Manfredini è fanoso anche perché dopo il ritiro aprì un bar in piazzale Clodio, il bar Piedone appunto, dove volentieri si intrattenva con i clienti e con i tifosi. Manfredini, sebbene oggi un po’ dimenticato (si è ritirato mezzo secolo fa), è rimasto sempre un simbolo della Roma, al parti di Losi, Barison, Falcao, Totti e molti altri. Nel 1965 fu venduto all’Inter che però lo girò al Brescia, andando a concludere la sua carriera nel dignitoso Venezia, dove giocò fino al 1968, segnando 4 goal in 23 presenze. Nato nel 1935 in Argentina, aveva iniziato la carriera nel locale Deportivo e poi nel club di serie A Racing club, dove si distinese per i suoi 28 goal in 39 partite e vincendo il campionato nel 1958 vincendo anche la classifica dei cannonieri. Nel 1959 fu convocato nella prestigiosa nazionale biancoeleste per la Coppa America, dove Piedone esordì con una doppietta al Cile. In quello stesso anno fu acquistato dalla Roma: alla sua prima partita (Fiorentina-Roma) segnò dopo cinque minuti di gioco. Nel 1963 vinse la classifica dei cannnieri con 19 reti. In quegli anni Manfredini ebbe come compagni di squadra grandissimi campioni, come Fabio Cudicini “il ragno nero”, “Picchio” De Sisti, il suo connazionale Angelillo, il già citato Giacomino Losi, che anche lui aprì un bar dopo il ritiro, in piazzale della Radio, il campione gallese John Charles, e molti altri ancora. Nel Venezia, che quando ci approdò Manfredini giocava comunque ancora in serie A, ebbe come compagni, tra gli altri, Ferruccio Mazzola e Victor Benitez.

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