Bengalese (con permesso di soggiorno) schiavizzava immigrati nei campi agricoli

mercoledì 16 gennaio 10:25 - di Paolo Sturaro
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Costretti a lavorare per 11 ore consecutive al giorno, senza un attimo di pausa. Settimane intere, nessun riposo, pochi euro di paga in nero. Un bengalese reclutava connazionali per poi sfruttarli nella coltivazione di prodotti agricoli in campi della provincia di Roma. I carabinieri di Colleferro hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un bengalese di 46 anni – in regola con il permesso di soggiorno e con precedenti – accusato del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Le indagini e la scoperta del “caporale” bengalese

I carabinieri hanno avviato una vasta attività d’indagine che ha permesso di scoprire come il “caporale”, dopo aver reclutato quattro suoi connazionali, tra i 24 e i 51 anni, con il permesso di soggiorno e incensurati, li impiegasse su un terreno agricolo affidato in concessione alla società di cui era amministratore di fatto, sottoponendoli a condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno in cui versavano. Le informazioni

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