Arrestato e rilasciato Roger Stone, ex consulente di Trump. La Casa Bianca: “Caccia alle streghe”

venerdì 25 gennaio 17:59 - di giovanni trotta

L’Fbi ha arrestato oggi in Florida Roger Stone, grande alleato del presidente Donald Trump. Lo riportano i media americani sottolineando che allo stratega politico vengono contestati sette capi di imputazione, tra i quali intralcio all’attività di un pubblico ufficiale, falsa testimonianza e subornazione di testimoni, nell’ambito dell’inchiesta sul Russiagate del procuratore speciale Robert Mueller. Secondo quanto hanno reso noto gli avvocati di Stone, agenti federali armati sono si sono presentati alle sei del mattino nella casa del consulente politico a Fort Lauderdale. E’ prevista in giornata la prima udienza di fronte ai giudici del tribunale della città della Florida. Nel mirino da mesi del procuratore che sta indagando sulla possibile collusione tra i russi e la campagna di Trump, Stone ha ammesso di aver scambiato messaggi con Guccifer 2.0, lo pseudonimo su Twitter dietro al quale, secondo l’intelligence Usa, operavano agenti dei servizi militari russi che partecipato all’attacco hacker ai democratici. “Tutto questo non ha nulla a che fare con il presidente e certamente con la Casa Bianca“. Sarah Sanders, portavoce della Casa Bianca, alla Cnn si esprime così dopo l’arresto di Roger Stone. “Le specifiche accuse mosse contro il signor Stone non hanno nulla a che fare con il presidente. Roger Stone è stato un consulente per decine di repubblicani, per presidenti, per candidati e membri del Congresso”, dice Sanders. “Se questo è lo standard, verrà applicato anche a Hillary Clinton e James Comey, che hanno reso false dichiarazioni?”, aggiunge. In serata poi Stone è stato rilasciato su cauzione dopo l’udienza nella Federal Court di Fort Lauderdale, in Florida. La cauzione è stata fissata a 250.000 dollari, ma Stone non dovrà versare nulla fino a quando continuerà a presentarsi davanti al giudice ogni volta che sarà richiesta la sua presenza. Stone potrà spostarsi solo tra la Florida del Sud, il distretto orientale di New York, il distretto orientale di Washington e la Virginia. Secondo la Cnn, gli agenti dell’Fbi hanno perquisito anche la casa di Stone a New York.

Stone, che è stato consigliere ufficiale della campagna nel 2015 e poi ha continuato in modo informale a consigliare il presidente, su Twitter ha poi festeggiato quando Wikileaks ha pubblicato le mail democratiche poco prima del voto, rivendicando di essere in contatto con fondatore del sito Julian Assange, chiamandolo “il mio eroe”. Roger Stone contattò Wikileaks per ottenere altro materiale rubato negli attacchi hacker ai democratici che potesse danneggiare Hillary Clinton. E’ quanto si legge nell’incriminazione del grand jury che ha portato oggi all’arresto in Florida dello stratega politico. Nell’incriminazione si sottolinea che Stone agiva su indicazione di “un alto funzionario della campagne di Trump” che a sua volta rispondeva ad “un ordine”. Se i contatti tra Stone e Jiulian Assange sono noti da tempo, è la prima volta che i procuratori del team di Robert Mueller affermano che altre persone vicine al presidente lavorarono con Stone mentre questi entrava in contatto con il fondatore di Wikileaks. “Dopo la pubblicazione del 22 luglio 2016 delle mail rubate ai democratici da parte dell’Organizzazione 1 – si legge in uno stralcio dell’incriminazione pubblicata dalla Cnn in cui si fa riferimento in questo modo a Wikileaks – ad un alto funzionario della campagna di Trump fu ordinato di contattare Stone per chiedergli se vi sarebbero state altre pubblicazioni e se l’Organizzazione 1 avesse altre informazioni in grado di danneggiare la campagna di Clinton. Stone quindi – si conclude – disse alla campagna di possibili future pubblicazioni di questo materiale da parte dell’Organizzazione 1″.

“La più grande caccia alle streghe nella storia del nostro Paese. Non c’è collusione! I trafficanti di esseri umani e di droga al confine sono trattati meglio. Chi ha detto alla Cnn di farsi trovare lì?”. Donald Trump rompe il silenzio e twitta così dopo l’arresto di Roger Stone, suo consigliere informale, finito in manette nell’ambito dell’inchiesta sul Russiagate. L’arresto di Stone è stato eseguito all’alba, in Florida, dall’Fbi. L’intervento degli agenti federali è stato documentato dalla Cnn, presente sul luogo dell’operazione.

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