Afghanistan, una ritirata precipitosa e pasticciona non renderebbe onore ai nostri 54 Caduti

martedì 29 gennaio 18:49 - di giovanni trotta

La polemica di questi giorni su un eventuale ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan sta sollevando diverse critiche, soprattutto da parte militare. Ma quello che si pensa ma non si dice è che qualora il contingente tricolore lasciasse l’Afghanistamìn, la ricostruzione del domani sarebbe in mano soprattutto alle imprese americane. Ma prima di queste considerazioni va tenuto presente che una ritirata pasticciona e precipitosa del governo italiano non renderebbe certo onore alla memoria dei nostri caduti in quel Paese. Sono 54 i caduti italiani in Afghanistan dal 1998 ad oggi, li vogliamo ricordare. Missione Unsma: il 22 agosto del 1998 a Kabul muore Carmine Calò, tenente colonnello, Medaglia d’oro al valor militare, nel corso di un conflitto a fuoco che coinvolgeva un automezzo. Altre 53 vittime durante la missione Isaf (2001 – 2014). Il 3 ottobre del 2004, Distretto di Surobi, in un incidente con un VM90, del quale era alla guida, perde la vita Giovanni Bruno, caporal maggiore nel Battaglione alpini Susa del 3º Reggimento alpini di Pinerolo. Il 3 febbraio del 2005 nel disastro aereo del volo Kam Air 904, sulle montagne a sud-est di Kabul, perdono la vita 104 persone, tra le quali tre italiani, due civili e un militare: si tratta del capitano di fregata Bruno Vianini. L’11 ottobre dopo la ferita alla testa per un colpo partito accidentalmente nella camerata del battaglione Genio a Kabul, muore il caporalmaggiore capo Michele Sanfilippo. Il 5 maggio del 2006 l’esplosione di un ordigno in strada nei pressi di Kabul uccide il tenente Manuel Fiorito, 27 anni, e il maresciallo Luca Polsinelli, 29 anni. Il 2 luglio dello steso anno attacco cardiaco ad Herat per il tenente colonnello Carlo Liguori, 41 anni. Il 20 settembre incidente stradale fatale per il caporal maggiore Giuseppe Orlando, 28 anni. Il 26 settembre muoiono due alpini per l’eplosione di un ordigno, azionato probabilmente a distanza, a sud di Kabul: si tratta dei caporal maggiori Giorgio Langella, 31 anni, e Vincenzo Cardella. Le vittime del 2007. Il 4 ottobre dopo le ferite riportate durante un’operazione per la sua liberazione muore al policlinico militare del Celio Lorenzo D’Auria, agente del Sismi. Il 24 novembre in un attentato suicida vicino Kabul resta vittima il maresciallo capo Daniele Paladini, 35 anni. Il 13 febbraio del 2008 perde la vita in un attacco il maresciallo Giovanni Pezzulo, 44 anni. Il 21 settembre dello stesso anno muore per un malore a Herat il caporalmaggiore Alessandro Caroppo, 23 anni. Le vittime del 2009. Il 15 gennaio un arresto cardiocircolatorio colpisce ad Herat il maresciallo Arnaldo Forcucci. Il 14 luglio in attentato muore il caporal maggiore Alessandro Di Lisio, 25 anni. In un attentato suicida a Kabul il 17 settembre muoiono sei nostri connazionali del 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore di stanza nella capitale afghana: il tenente Antonio Fortunato, il primo caporal maggiore Matteo Mureddu, il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, il primo caporal maggiore Massimiliano Randino, il sergente maggiore Roberto Valente e il primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami. Il 15 ottobre il caporal maggiore Rosario Ponziano tra Herat e Shindand resta vittima di un incidente stradale. Tragico il 2010. Il 26 febbraio 2010 Pietro Antonio Colazzo, numero 2 dell’Aise, l’Agenzia per le informazioni e la sicurezza esterna, perde la vita a Kabul a seguito di un attentato. Il 17 maggio l’esplosione di un ordigno aveva ucciso il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, e il caporal maggiore Luigi Pascazio, 25 anni. Il 23 giugno muore il caporal maggiore scelto Francesco Saverio Positano. Il 25 luglio muore suicida a Kabul il capitano Marco Callegaro. Il 28 luglio ad Herat un’esplosione uccide il primo maresciallo Mauro Gigli e il caporal maggiore capo Pierdavide De Cillis. Il 17 settembre muore in un attentato nella zona di Farah Alessandro Romani. Quattro alpini muoiono il 9 ottobre, vittime di un’imboscata: il primo caporal maggiore Sebastiano Ville, 27 anni, il primo caporal maggiore Gianmarco Manca, 32 anni, il caporalmaggiore Marco Pedone, 23 anni e il primo caporal maggiore Francesco Vannozzi, 26 anni. Il 31 dicembre scontro a fuoco nella valle del Gulistan: muore il primo caporal maggiore Matteo Miotto, 24 anni, di Thiene. Le vittime del 2011. Il 18 gennaio muore a seguito delle ferite per colpi di arma da fuoco il caporal maggiore scelto Luca Sanna. Il 28 febbraio il tenente Massimo Ranzani rimane vittima di un’esplosione di un ordigno. Il 4 giugno il tenente colonnello dei carabinieri Cristiano Congiu, assassinato da un gruppo di afghani nel corso di un incidente. Il 2 luglio muore in un attentato il caporal maggiore Gaetano Tuccillo. Il 12 luglio il primo caporal maggiore Roberto Marchini muore in un’esplosione. Il 25 luglio in seguito alle ferite riportate in uno scontro a fuoco muore il primo caporal maggiore David Tobini. Il 16 settembre vittima di un malore ad Herat Matteo De Marco, ufficiale dei Carabinieri. Il 23 settembre un incidente stradale nella zona di Herat fa tre vittime: il tenente Riccardo Bucci, il caporal maggiore scelto Mario Frasca e il caporal maggiore Massimo Di Legge. Le vittime del 2012. Il 13 gennaio a causa di un malore muore a Farah il tenente colonnello Giovanni Gallo. Il 20 febbraio tre vittime di un incidente stradale: il caporal maggiore capo Francesco Currò, il primo caporal maggiore Francesco Paolo Messineo e il primo caporal maggiore Luca Valente. Il 24 marzo il sergente Michele Silvestri, 33 anni, muore a seguito di un attacco nel distretto di Gulistan, nella provincia di Farah. Il 25 giugno perde la vita il carabiniere scelto Manuele Braj, 30 anni di Galatina (Lecce). Il 25 ottobre nel corso di un’operazione congiunta della Task Force South East con il 207º Corpo dell’esercito afgano, impegnati in una attività di pattuglia nel villaggio di Syav, nel distretto di Bakwa, nella provincia di Farah, a sud di Herat, muore il caporale Tiziano Chierotti, 24 anni, ligure di Sanremo. L’8 giugno del 2013 perde la vita in un attacco nella zona di Farah Giuseppe La Rosa, 31 anni, ufficiale dell’esercito capitano dei bersaglieri. Vogliamo ricordare che queste vittime sono state ricordate nel recente libro di Chiara Giannini Come la sabbia di Herat.

Commenti

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  • ADRIANO AGOSTINI 30 gennaio 2019

    L’Afghanistan è sempre stata la tomba di tutte le potenze militari a cominciare dalla Russia e dagli Stati Uniti. Prima ce ne andiamo e meglio è. In più risparmiamo un sacco di soldi buttati al vento. I militari ci possono servire in Italia a combattere le varie mafie.

  • Giuseppe 30 gennaio 2019

    La notizia che in questi giorni stiamo sentendo in giro, è che una parte di questo governo, vorrebbe ritirare i nostri militari dall’ Afganistan. Dal mio punto di vista credo non sia quella di sminuire e dimenticare i nostri connazionali caduti in imboscate, ma cercare di risparmiare i miliardi che lo Stato sta spendendo in queste missioni. Nella nostra nazione, ormai in crisi economica da diversi anni, ci sono urgenze che vanno risolte al più presto per un rilancio delle nostre piccole e medie imprese, la ripresa delle nostre produzioni made in italy, il lavoro per i giovani, ed infine da non dimenticare le famiglie e strutture le quali, in questi anni a causa di eventi sismici, necessitano assistenza e il loro ripristino.