4 africani legano, picchiano e, coltello alla gola, minacciano l’impiegato del centro che li ospita: già scarcerati

mercoledì 30 gennaio 14:18 - di Martino Della Costa

Non parlano i buonisti ora, gli strenui difensori dell’accoglienza coatta, nonché integerrimi sostenitori dell’integrazione a tutti i costi? Non dispensano perle di saggezza culturale e pillole di pietismo sociale, ora che lo scempio è compiuto? Ora che, al danno inferto a un povero mediatore culturale da una banda di africani violenti, si è aggiunta anche la beffa della immediata scarcerazione dei suoi aguzzini stranieri? Ora, che dopo essere stato malmenato, terrorizzato e mortificato dal gruppo di immigrati che, dopo averlo accerchiato, picchiato e minacciato di morte puntandogli un coltellaccio da cucina alla gola per pochi spiccioli, sono stati arrestati e praticamente rimessi quasi subito in libertà, da una magistratura di cui abbiamo sempre più difficoltà a comprendere operato, ragionamenti, sentenze?

Blitz punitivo di 4 africani contro il mediatore culturale del centro che li ospita

Sembra proprio di no: tutti silenti, almeno a Carate Brianza, dove alcuni giorni fa – era il 24 gennaio scorso – un gruppo di immigrati ospitati nella struttura della cooperativa I girasoli, per ottenere pochi euro di diaria, come riporta il sito de Il Giornale, tra gli altri, «ha sequestrato, duramente malmenato e minacciato col coltello un mediatore culturale della che  gestisce l’accoglienza. Il motivo sarebbe da addebitarsi al “reddito di cittadinanza del richiedente asilo”: quei 2 euro e mezzo che gli spettano quotidianamente, per un totale di 77 euro e 50 mensili»… Una spedizione punitiva efferata e spropositata, organizzata da quattro immigrati 20enni che, prima hanno provveduto a sequestrare il mediatore culturale rinchiudendolo nel bagno della casa di accoglienza, e poi lo hanno immobilizzato, legato, pestato e minacciato di morte con un coltellaccio da cucina, costringendolo in una situazione terrificante che difficilmente l’uomo potrà dimenticare.

Arrestati per rapina e sequestro di persona, sono già a piede libero dopo 4 giorni

Così come non potrà dimenticare il sollievo provato all’arrivo dei Carabinieri di Carate e della compagnia di Seregno – che è riuscito a chiamare lui stesso in un momento di distrazione dei suoi aguzzini –; le proteste che altri immigrati, sempre ospiti della struttura, sono andati a manifestare sotto la caserma in difesa dei 4 colleghi d’immigrazione; e il fatto che, a qualche giorno dal fermo della gang di stranieri con le accuse di rapina e sequestro di persona, i 4 nordafricani sono stati tempestivamente scarcerati. Come riferisce il sito del quotidiano milanese sopra citato, infatti, «l’aggressione compiuta impedisce loro la permanenza nel centro accoglienza, ma al tempo stesso, il loro stato di richiedenti asilo ne impedisce l’arresto. Quindi i quattro, tre nigeriani ventenni e il gambiano di 25 anni, sono liberi e resteranno sul nostro suolo. Cioè per strada». Pronti ad agire come sanno fare – e chissà, come hanno già fatto magari – con chiunque altro…

Commenti

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  • Massimo Steffanoni 31 gennaio 2019

    Non ci sono commenti. Vengono in Italia, li manteniamo e siamo loro ostaggi.
    E’ ora di finirla, spediteli subito a casa loro a c…i nel sedere, e chiudete quel centro di accoglienza e rimandateli tutti a casa.

  • Giovanni 31 gennaio 2019

    I Carabinieri dovevano avvisare il loro comandante che avrebbe chiamato il Ministro Salvini.Oppure il vostro giornale se è tanto indignato di questo accaduto,srivere al Ministro Salvini per intervenire tempestivamente per procedere al nuovo arresto ed espulsione immediata.

    • Francesco Storace 4 febbraio 2019

      Perché, tu non lo sei?

  • Nicholas Boncardo 31 gennaio 2019

    Se vengono da Gambia e Nigeria non sono nordafricani.

  • 31 gennaio 2019

    Ancora una volta la magistratura opera a modo suo,andando contro le leggi vigenti.
    A quando una revisione completa e giusta di essa.
    Perché il capo del CSM fa scena muta davanti a tante incongruenze?

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