Pallone d’oro a Luka Modric. Il campione croato che scappò dai comunisti

martedì 4 Dicembre 12:09 - di

Dopo un decennio di duopolio incontrastato Ronaldo-Messi, il Pallone d’oro 2018 è andato a Luka Modric. Il campione croato, centrocampista del Real Madrid, si è aggiudicato il trofeo incassando 753 punti. Alle sue spalle l’ex compagno di squadra, il supercampione, superpagato della Juventus, Cristiano Ronaldo, già vincitore nel 2017  che “si ferma” a quota 476.

Pallone d’Oro 2018 a Modric

Modric diventa il primo croato della storia del calcio a salire sul tetto del mondo. Solo Davor Suker prima di lui era riuscito a sfiorare il trofeo dei trofei, piazzandosi al secondo posto dietro Zidane. Reduce da una stagione di grandi successi (la Champions League con il Real Madrid e le performance con la maglia della Croazia durante la Coppa del Mondo), il centravanti crocato conclude l’anno nel migliore dei modi dopo un’escalation di premi: il Best Fifa men’s player, l’Uefa men’s player of the year, il premio di miglior costruttore di gioco dell’anno dell’Iffhs e il titolo di miglior centrocampista agli Uefa Club Football Awards.

Profugo, scappò dal regime socialista

Il supercampione nato a Zara ha alle spalle anche un passato drammatico. Talento naturale, il Pallone d’oro 2018 era un ragazzino profugo, fuggito dal regime comunista jugoslavo, che si aggirava per gli ostelli portandosi sempre dietro un pallone. Il sogno è iniziato così, da rifugiato, senza soldi in tasca ma con una passione infinita per il calcio. La sua adolescenza fu segnata per sempre da un espisodio tragico: Luka assistette nel 1991, in piena “guerra civile” all’indomani della caduta del Muro e della morte di Tito, all’arrivo dei soldati della Repubblica Socialista di Jugoslavia, che prima fucilarono il nonno davanti ai suoi occhi e poi gli bruciarono la casa pensando fosse un nascondiglio per gli indipendentisti. Una semplice casa cantoniera a Zaton, paesino della Dalmazia di appena 100 anime, dove il piccolo Modric  era cresciuto insieme a papà Stipe, un operaio che si occupava di riparare strade, e mamma Radojka.

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