Manovra: quando il gioco si è fatto duro, i finti duri hanno smesso di giocare

giovedì 20 Dicembre 13:10 - di Marzio Dalla Casta

Mettiamola cosi: appena il gioco si è fatto duro i finti duri hanno smesso di giocare e dalle retrovie sono spuntati gli euromediatori, gli sherpa del compromesso, i Tria, i Moavero. Sono stati loro, in cuffia con il Quirinale, a prendere per mano il premier Conte e a condurlo verso quel 2,04 per cento parente assai lontano, al netto delle assonanze, di quel 2,4 salutato dal balcone di Palazzo Chigi come la pasqua del SalviMaio dopo la quaresima del MarioMonti e come la fine del primato degli zerovirgola sulla volontà popolare. È grazie alla loro retromarcia se l’Italia riuscirà ad evitare la temuta procedura d’infrazione già impostata dai ragionieri di Bruxelles. Già, perché sin dalla sera della balconata i finti duri Salvini e Di Maio avevano intonato ben altra musica alternando insulti a minacce in un crescendo rossiniano culminato nella richiesta del palloncino dell’etilometro per Jean Claude Juncker, cioè il capo dei ragionieri. Una tattica suicida. Anche perché più i finti duri postavano e tuittavano, più la Borsa traballava e lo spread s’impennava bruciando quegli stessi miliardi di euro ostaggio della trattativa.

L’intesa con l’Ue rilancia Conte e affossa il SalviMaio

Fatale a quel punto che il pur felpato Mattarella dichiarasse finita la ricreazione e avviasse la partita vera, quella poi decisa dalla squadra dei mediatori. L’abbiamo sfangata anche perché nelle stesse ore Macron era costretto a sfondare il muro del deficit al 3 per cento pur di salvare Parigi dalla furia dei Gilet gialli. Potevamo addirittura sfruttarla meglio la crisi francese, ma il governo era talmente indebolito dalle performance simil-gladiatorie dei finti duri da costringere Conte e i suoi angeli custodi a indietreggiare fino a piazzare l’asticella del deficit ben più in basso del 2,4 annunciato dal balcone. In compenso, ha cessato di essere il prestanome del SalviMaio e si è messo in proprio. Ai finti duri ha concesso solo lo scalpo del capo di gabinetto del ministro Tria. Così, giusto per farli giocare fino a quando il gioco non si farà di nuovo duro. 

Commenti

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  • avv. alessandro ballicu 21 Dicembre 2018

    si devono tutti mettere in testa che fino a quando l’italia permane nella ue ma soprattutto nell’euro, qualunque governo ancorchè onesto serio e competente non ha potere di fare nulla, ormai le nostre leggi finanziarie le scrive la commissione di bruxelles (cioè persone che rappresentano solo le banche internazionali) qualunque sia la maggioranza di governo, inutile anche andare a votare :berlusconi, monti, renzi, conte la musica è la stessa. vi sono solo 2 alternative o la dittattura ue delle banche e il progressivo impoverimento della patria o il ritorno alla sovranità monetaria e la resurrezione dell’italia.tertium non datur, viva l’italia libera ricca e felice fuori dall’europa tiranna ed antiitaliana.

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